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Chiese lesionate serve il contributo di Curie e Cei

Chiese lesionate serve il contributo di Curie e Cei

I parlamentari Mariani e Marcucci sui danni del terremoto Dal governo 23,5 milioni, ora c’è bisogno di altri fondi

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SILLANO. L’onorevole Raffaella Mariani ed il senatore Andrea Marcucci hanno risposto con una lettera alle richieste del sindaco di Sillano Giuncugnano, Roberto Pagani, che sollecitava un loro intervento per recuperare le chiese dell’Alta Garfagnana danneggiate dal sisma del giugno 2013. Obiettivo da raggiungere con gradualità secondo i due parlamentari che sottolineano il sostegno avuto per risolvere l’emergenza, ma anche come le risorse non siano illimitate.

Obiettivo duplice: da un lato il recupero delle chiese, dall’altro l’occupazione per le imprese edili. Solo il terremoto che ha colpito la Garfagnana e la Lunigiana ha sinora raggiunto la seconda fase tra tutti gli stati d’emergenza nazionale: «Oltre a questo successo, ricordiamo anche l’ottimo funzionamento della macchina dei soccorsi – scrivono Mariani e Marcucci - la nostra preoccupazione è stata quella di poter trasmettere e garantire immediatamente alle famiglie e alle imprese danneggiate nei beni più cari, alle istituzioni colpite nelle infrastrutture pubbliche strategiche, la certezza di contribuzioni adeguate da parte dello Stato per la ricostruzione ed il superamento della emergenza. Oggi possiamo riconoscere al Governo la solerte erogazione dei fondi necessari che ammontano a 25,3 milioni di euro in totale e che permetteranno a tutti coloro che ne hanno fatto richiesta di ricostruire (con un contributo per l’intero importo) la prima casa, le scuole, le infrastrutture».

Infatti, interventi di somma urgenza sono stati effettuati anche ad alcune chiese, ma le comunque limitate risorse a disposizione non hanno permesso un recupero completo: «Sin dalla definizione del fabbisogno generale corrispondente ai danni del sisma, ci siamo resi conto della difficoltà ad agire subito per la messa in sicurezza delle decine di edifici di culto colpiti. Ancora oggi moltissime chiese si trovano in condizioni precarie e per questi antichi fabbricati il sisma ha costituito solo l’ultimo grave fenomeno dagli effetti negativi: grande vetustà e degrado avevano già contribuito infatti a renderle meno sicure».

Il Ministero del Tesoro e quello dei Beni Culturali hanno chiesto, per il reperimento delle risorse necessarie, una compartecipazione delle Curie proprietarie dei beni e della Cei: «Stiamo ancora cercando di ricevere la disponibilità dei responsabili nelle nostre istituzioni ed in quelle ecclesiastiche ad aiutare le nostre piccole comunità – chiudono i parlamentari – la valenza di una misura eccezionale, sperimentata in un territorio colpito da una calamità naturale, troverebbe giustificazione anche nell’opportunità di impiegare nei lavori di messa in sicurezza molte piccole e piccolissime imprese edili, che negli ultimi anni in quei territori hanno vissuto crisi il cui effetto ha prodotto disoccupazione e disagio per centinaia di lavoratori e le loro famiglie. Si tratterebbe in sostanza di un sostegno concreto destinato a due obiettivi principali: il recupero e la restituzione alle comunità delle chiese oggi impraticabili e l’impiego di molti lavoratori in gravissima difficoltà».

Luca Dini

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