Il Tirreno

Lucca

Saldi occulti e fuori regola, scatta la protesta

Le associazioni vanno all’attacco. Varato anche il vademecum destinato agli operatori

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LUCCA. Prima ancora della partenza (il 4 luglio) i saldi suscitano polemiche. Ormai come ogni volta, visto che vendite straordinarie pre-saldi, prezzi ribassati e altre promozioni ricorrono quasi d’ufficio.

Confesercenti lancia l’allarme “furbi”, attraverso i suoi responsabili Valentina Cesaretti (Lucca) e Simone Romoli (Versilia). «Già il 4 luglio ci sembra una data assurda per l’inizio dei saldi di fine stagione - affermano -. Se poi aggiungiamo la concorrenza sleale di chi, soprattutto attraverso sms, sta già annunciando presaldi, comprendiamo come tutto il sistema sia da rivedere per evitare che i soliti furbi o i più forti ne approfittino. La legge sulle vendite straordinarie è chiarissima - continuano -: non si possono fare vendite promozionali nei 30 giorni precedenti l’avvio dei saldi e quindi dal 4 giugno al 4 luglio».

Intanto Confcommercio rende noto il suo vademecum per i “saldi chiari”: le regole da seguire elaborate da Federmoda e Federcalzature.

Oltre alla lettera, a tutti gli associati Confcommercio è stata inviata una vetrofania da esporre in negozio nell'ambito dell'operazione Saldi chiari. «Purtroppo come ogni anno - spiega Confcommercio - non sono mancate pratiche di concorrenza sleale da molti negozi che hanno anticipato le liquidazioni di almeno un mese attraverso i saldi mascherati con cui è stata aggirata la normativa. Da qualche giorno si vedono addirittura già i cartelli con scritto “saldi” sulle vetrine di alcune attività. Un malcostume diffuso passibile di pesanti sanzioni che danneggia le attività che rispettano le regole tutto l'anno».

Confcommercio ricorda le principali regole: attendere il periodo ufficiale dei saldi; indicare in modo chiaro e leggibile la composizione del prezzo al pubblico (prezzo originario percentuale di sconto prezzo scontato in euro ed eventualmente in lire); tutta la merce in saldo deve essere prezzata con le modalità di cui al punto precedente; in caso di vizi o mancata conformità rispetto alle caratteristiche descritte del bene venduto con i saldi il commerciante è soggetto a norme in materia di garanzia; in casi diversi dal vizio o dalla mancata conformità la sostituzione del capo è a discrezione del titolare dell'esercizio. Infine durante i saldi il commerciante può consentire la prova dei capi in vendita per verificare la corrispondenza della taglia; non deve esibire sconti generici specie se riferiti solo ad alcuni articoli; accetta pagamento con assegni carta di credito e bancomat secondo i termini previsti; evidenzia le taglie disponibili.

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