Il Tirreno

Lucca

Il racconto del testimone «Un urlo ed è scomparso»

Il racconto del testimone «Un urlo ed è scomparso»

Udara, connazionale del giovane affogato, racconta i drammatici momenti «L’abbiamo visto agitarsi e in pochissimo tempo è stato sommerso dall’acqua»

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LUCCA. Ha gli occhi arrossati Udara, il 19enne dello Sri Lanka che assieme a Sandun Hasala e ad altri due amici aveva deciso di passare il pomeriggio lontano dall’afa, alla ricerca di quella frescura che in estate solo gli specchi d’acqua riescono a restituire. Circondato dai suoi conterranei, amici e parenti accorsi appena appresa la tragica notizia, Udara racconta quei drammatici momenti che hanno trasformato un tranquillo pomeriggio in tragedia, quando ha visto il suo amico scomparire tra le acque limacciose e infide del fiume, nelle stesse acque che tante altre volte avevano affrontato insieme. Solo che stavolta a differenza del passato i ragazzi, assieme ad un adulto vicino di casa, avevano provato ad avventurarsi in un tratto differente del fiume, leggermente più a valle della zona che frequentavano di solito e che conoscevano in maniera approfondita.

«Di solito ci bagnavamo nel tratto appena ad est della passerella pedonale – racconta Udara – ma dopo una breve passeggiata a valle di un paio di centinaia di metri abbiamo deciso di tuffarci lì, dove ci trovavamo, per esplorare quel tratto di fiume». Dicendo a Sandun di non allontanarsi dalla riva. Lì il fondale digrada dolcemente non lasciando presagire il potenziale pericolo rappresentato dalle acque opache. Solo quando ormai era troppo tardi Sandun si è reso conto di non riuscire più a trovare il fondale sotto i propri piedi: «L’abbiamo visto agitarsi e urlare – continua Udara – e in pochissimo tempo è scomparso nell’acqua. Io e gli altri eravamo a pochi metri da lui e abbiamo provato a raggiungerlo per soccorrerlo, ma non siamo riusciti a raggiungerlo in tempo, non prima che i flutti si chiudessero sopra di lui, nascondendocelo alla vista».

Momenti drammatici che si riflettono nello sguardo arrabbiato e impotente di Udara, che ancora non riesce a capacitarsi di come tutto sia potuto andare così imprevedibilmente storto. Da questo punto del racconto in poi non c’è molto più da dire: lunghissimi minuti di ricerca affannosa e inconcludente, la paura e l’adrenalina che lentamente si trasformano in disperazione, la richiesta di soccorsi nel tentativo disperato di scongiurare la tragedia che si è ormai consumata sotto i loro occhi impotenti. Circa ’ora dopo, la tragica conferma che ha ucciso ogni ultimo barlume di speranza: il ritrovamento del corpo senza vita di Sandun adagiato sul fondo, con la faccia rivolta in alto verso la superficie dell’acqua, ancora incastrato nel punto esatto dove era scomparso alla vista degli amici.

Andrea Giorgi

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