Il Tirreno

Lucca

Gli affari? «Una delusione»

di Flavia Barsotti

Gli spettatori sono arrivati solo in serata. I commercianti: «Ma ci rifaremo»

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LUCCA. Sarà stata colpa del caldo o della scelta di un giorno infrasettimanale per dare il via al Summer Festival, ma ieri, almeno fino a metà pomeriggio, per le attività del centro non c’è stato un gran da fare.

A stilare un bilancio non troppo positivo, a metà dello stesso pomeriggio, sono stati proprio i titolari e i dipendenti di molti locali lucchesi collocati nei dintorni di piazza Grande, forse un po’ delusi dal poco movimento nelle ore precedenti al concerto, sebbene, a fare da apripista ad un calendario ricchissimo di appuntamenti, ci fossero addirittura artisti del calibro di Bob Dylan e Francesco De Gregori.

«Siamo qui da stamani, ma non abbiamo visto un flusso di clienti importante – commenta Klaudio Skana della panineria Da Ciacco in piazza Napoleone – tutto è stato lento o comunque nella norma. Per la sera qualcosa cambierà di certo e forse anche prossimamente. La piazza chiuderà alle 18,30, le persone si ritireranno all'ultimo in questa zona della città. Pensando però allo scorso anno, a Stevie Wonder, per citare un big, non c’è paragone. Molta, moltissima gente in meno per le strade o seduta ai tavolini. Forse perché capitò di domenica?». Una domanda che si fanno in tanti. Che la partenza di mercoledì non abbia giovato? «Durante il pranzo abbiamo lavorato come un normale giorno infrasettimanale – dicono anche da Pan di Strada di Corso Garibaldi – eppure alle 10,30 già eravamo aperti. Probabilmente, avendo acquistato i biglietti in precedenza, in diversi hanno optato per arrivare direttamente prima dell’evento senza trascorrere qui altro tempo».

Tanto lo stupore e la perplessità degli addetti al settore di fronte ad una situazione di gran lunga diversa rispetto agli anni passati. «Che sia dovuta alla crisi? – si chiedono dalla Stella Polare – Dieci o dodici anni fa, quasi in giro non si passava. I locali scoppiavano, probabilmente perché c’erano più soldi a disposizione».

Un argomento sentito, come raccontano le bariste, oggetto di discussione fin dalla mattina fra coloro che, da commercianti, di edizioni del Summer Festival ne hanno vissute parecchie. «È stato un giorno tranquillo, un mercoledì come tanti. A mezzogiorno, quando è iniziato il turno del pranzo, abbiamo lavorato, certo, ma niente di più – continuano dalla Stella Polare -, Forse anche per via di quelle transenne intorno alla zona centrale di piazza Grande che delimitano il palco e la parte delle sedute: ostruiscono la visuale e, dal lato opposto, il nostro bar resta del tutto invisibile».

Intorno alle 17 del primo appuntamento con la famosa kermesse, le casse dei locali del centro non hanno visto grandi frutti. A confermarlo sono anche quelli della Caffetteria Turandot di piazza San Michele: «Il troppo caldo, scoraggia – sostengono – il bilancio a metà pomeriggio è calma piatta». Eppure, nonostante questo, nessuno si è perso d’animo. Per tutto il giorno, i preparativi sono andati avanti, tanto che qualcuno, troppo preso dall'organizzazione, non ha trovato un momento per parlare con noi. «A volte, in passato, è capitato che le persone, per il Summer Festival, si riversassero in centro già a partire dalle 14 – ricordano anche dal “Gelati…amo” di Corso Garibaldi – per questa occasione, di turisti ne abbiamo visti, ma non più del solito».

E in effetti, anche camminando per le strade, poco dà l’impressione che l’avvio di una delle manifestazioni cult dell’estate italiana sia così imminente. Qualche curioso si appoggia alle transenne per cercare di catturare un attimo privato delle prove sul palco. Qualche altro, si ferma a dare un’occhiata ai gadget ufficiali. Tutto però all'insegna del “poteva andare meglio”, anche se, sostengono in molti, «l’importante è essere pronti, rendere la città al passo con l’iniziativa, aperta ad accoglierla con entusiasmo e voglia di fare bene, qualsiasi cosa accada e in qualunque momento. Anche se la speranza era per qualcosa di più, ci sarà tempo per tirare le somme, per adesso l’ obiettivo è uno solo».

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