Il Tirreno

Lucca

DENUNCIATO DAI CARABINIERI

Impronta digitale tradisce il ladro

Accusato di aver sventrato 5 distributori di bevande all’ex ospedale

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LUCCA. Un impronta digitale. Nitida. Rilevata all’interno di una delle cinque macchinette distributrici di bevande sventrate in tre padiglioni diversi nell’ex ospedale Campo di Marte che di notte diventa terra di nessuno. Quel furto accade tra il 23 e il 24 febbraio scorso e dopo un’indagine certosina eseguita dai carabinieri della stazione di Borgo Giannotti diretti dal maresciallo Carlo Zingale i militari denunciano il presunto autore. A cui attribuiscono altri quattro furti dello stesso tipo. Si tratta di un trentottenne lucchese con numerosi precedenti di polizia a suo carico che per l’ennesima volta è finito nei guai con l’accusa di furto. L’ultima volta era stato arrestato nel 2012 per resistenza, oltraggio e lesioni a pubblico ufficiale dai carabinieri delle stazioni di Borgo a Mozzano e Camporgiano con il nucleo operativo di Castelnuovo.

Gli investigatori hanno fatto sviluppare l'impronta rilevata dagli uomini della scientifica subito dopo la scoperta di uno dei colpi, avvenuti in periodi diversi, e l'hanno confrontata con la loro banca dati. È emerso che erano perfettamente combacianti. Ad essere presi di mira il centro prelievi (due volte), il padiglione D dell’ex ospedale e in due circostanze le macchinette all’edificio O sempre del Campo di Marte.

A dare l'allarme era sempre stato il personale in servizio, che aveva avvisato l'Asl e carabinieri. Gli investigatori avevano anche acquisito le telecamere per osservare il ladro in azione, ma soltanto l'impronta repertata è stata decisiva e ha impresso una svolta alle indagini.

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