Il Tirreno

Lucca

Ultima settimana per "I luoghi del cuore"

Un'immagine d'epoca della Cantoni
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Un'immagine d'epoca della Cantoni

Da lunedì 29 in edicola le sei fotografie che completano la raccolta di 24 stampe di Lucca "ieri e oggi" in regalo con il Tirreno

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LUCCA. A spasso nel territorio, tra storiche fabbriche della Lucchesia, quartieri e architetture che non ci sono più, rovine di guerra e ricordi di montagna. E' quello che propone l'ultima settimana dei "Luoghi del cuore", la raccolta di testi, foto d'epoca e immagini attuali che Il Tirreno sta regalando ai lettori. Da lunedì 29 giugno a sabato 4 luglio verranno distribuite le sei schede rimanenti delle ventiquattro che compongono la raccolta. Per la quale i lettori hanno dimostrato un interesse straordinario, superiore a ogni aspettativa e cresciuto di settimana in settimana. Il rush finale, dopo la pausa di domenica 28 giugno, non sarà meno entusiasmante. Come nelle precedenti uscite, anche le prossime tappe toccheranno vari luoghi della Lucchesia, spaziando dal centro storico di Lucca alla Garfagnana fino alle Apuane.

Si comincia lunedì 29 con la Manifattura tabacchi, la fabbrica delle mitiche sigaraie. Lo scatto d'epoca ritrae nel 1933 l'esterno dello stabilimento di via Vittorio Emanuele, nel centro storico di Lucca, dove dalla metà dell'Ottocento fino al 2004 è stato prodotto, tra gli altri, il famoso Sigaro Toscano.
Ancora il lavoro in primo piano nella stampa di martedì 30 giugno: c'è la Cantoni, altra pietra miliare dell'industria lucchese che tuttavia, a differenza della Manifattura oggi trasferita a Mugnano, da Lucca è scomparsa. Ma non lo è dal cuore dei lucchesi. Si dice che ogni famiglia, infatti, abbia uno o più componenti che ha lavorato all'Acquacalda.

Si torna nel centro storico del capoluogo con la scheda in regalo mercoledì 1 luglio e che riguarda Cittadella, un quartiere che non c'è più. Situato tra l'omonima via, piazzetta Cittadella e la via dei Tabacchi, il rione fu dichiarato morto dal Comune nel 1957 perché le sue case erano fatiscenti e quindi da abbattere. Agli abitanti venne proposto il trasferimento in case popolari fuori città, ma non tutti accettarono. Così la demolizione andò avanti per molto tempo e fu completata solo alla fine degli anni Novanta del secolo scorso, quando in piedi rimase solo un fabbricato.

Di distruzione si parla anche nella stampa che i lettori riceveranno giovedì 2 luglio: è quella che interessò nel 1938 il piazzale dietro alla cattedrale di San Martino, intitolato a monsignor Arrigoni (arcivescovo di Lucca alla metà del 1800). Fino ad allora era uno spazio chiuso, delimitato tra l'altro da una galleria cinquecentesca che collegava l'abside del duomo al palazzo vescovile. In mezzo c'erano orti, alberi da frutta e pollai. Per rendere questa zona ariosa e renderla simile alla piazza dei Miracoli di Pisa, fu deciso di togliere tutto quel che c'era: orti e pollai, ma anche la galleria. Lo scempio fu ben presto dimenticato e il piazzale diventò un piccolo parco per lo svago pomeridiano dei bimbi: da lì il suo nome popolare "pratini".

Ancora macerie, ma di ben altro tipo, nella penultima stampa di venerdì 3 luglio: siamo in piazza Umberto a Castelnuovo nel 1945, al termine di quasi un anno di bombardamenti. La piazza, cuore della cittadina, fu ferita a morte come la maggior parte degli edifici.

L'ultima uscita, sabato 4 luglio, porta a un passo dal cielo: al rifugio Rossi, oltre 1600 di quota sotto la Pania della Croce. Inaugurato nel 1924, è il secondo più vecchio delle Apuane dopo l'Aronte.

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