Sicurezza
Antenna, i residenti sul piede di guerra
Dopo l’ordinanza del Tar gli abitanti di Sant’Alessio pronti a scendere in strada: «Non finisce qua». Domani assemblea
LUCCA. C'è aria di sconfitta a Sant'Alessio, tra i rappresentanti del comitato nato contro l'antenna della Telecom. All'indomani della sentenza del Tar, che autorizza la compagnia nazionale a procedere con i lavori in via Fonda, i residenti si definiscono abbattuti, ma non per questo rassegnati. "
«Abbiamo presentato anche noi il ricorso contro l'amministrazione comunale, vedremo cosa succederà - spiegano - Siamo abbattuti perché riteniamo di aver subito un'ingiustizia e ora, oltre il danno, anche la beffa. Tutto è nato da un errore di valutazione del comune, che non ha richiesto alla Telecom le carte necessarie e non si è mosso per tempo, entro i termini stabiliti dalla legge, per presentare osservazioni e per invitare la società a scegliere l'area preferenziale, quella cioè al cimitero di Sant'Alessio. Dai verbali dell'osservatorio permanente sulla telefonia abbiamo visto che la Vodafone si è detta disponibile a valutare quel sito, che non dovrebbe presentare problemi. Dunque perché ci troviamo oggi in questa situazione?».
I cittadini di via Fonda nei mesi scorsi avevano organizzato il blocco della strada, con le macchine parcheggiate di traverso, così da impedire l'accesso al cantiere ai mezzi pesanti. Oggi il blocco non c'è più, era stato sospeso in attesa della sentenza del Tar, ma alla domanda «dunque la strada è libera?», la risposta non si fa attendere: «Vedremo, per noi non finisce qua», ribattono i residenti.
«Saremo presenti all'assemblea sulla telefonia del 30 in centro storico e in questi giorni ci riuniremo come comitato per decidere cosa fare - concludono -. Siamo in attesa di vedere come si evolverà il nostro ricorso, anche la Soprintendenza è dalla nostra parte perché queste zone sono vincolate paesaggisticamente. Anzi, ci auguriamo che ad una lettura più approfondita da parte del tar, la Soprintendenza riesca a far emergere con forza le irregolarità nella richiesta di autorizzazione paesaggistica da parte della Telecom. Certo è che la Telecom stessa, dal punto di vista amministrativo e burocratico, ha presentato tutte le carte nei tempi richiesti, dunque da questo punto di vista è inattaccabile».
Ma non basta. Ad aggiungere amare«za ad amarezza ci sono le parole contenute nell’ordinanza del Tar: «Adesso leggiamo nell’ordinanza che “considerato ad un primo sommario vaglio che il ricorso si presenta assistito da adeguati profili di fondatezza, tenuto conto, per un verso, dell'omessa comunicazione di avvio del procedimento di revoca...” . Quando abbiamo appreso che la sospensione è stata accolta per aver "omesso la comunicazione di avvio del procedimento di revoca" ci siamo sentiti presi in giro. Un'altra svista nel iter amministrativo»?
Un pensiero, infine, al nuovo piano triennale di telefonia preparato da Palazzo Orsetti e in discussione proprio in queste settimane. Tra le 15 aree preferenziali elaborate dall'amministrazione, infatti, spunta anche quella di via Caporale a Sant'Alessio, a poca distanza da via Fonda.
«Siamo all'assurdo: la nostra battaglia viene vanificata dal comune stesso che nel piano ha inserito via Caporale come sito preferenziale. Peccato che quella zona sia vicinissima a via Fonda, presentando quindi le stesse criticità dal punto di vista paesaggistico e dal punto di vista di vicinanza a luoghi sensibili, come la scuola».
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