Proteste
Oro, argento e streghe I segreti di Montefegatesi
Fra pochi giorni si terrà l’ordalìa sul Pratofiorito, retaggio di culti pagani Il borgo è citato fin da prima dell’anno Mille e ha ospitato molti liberi pensatori
BAGNI DI LUCCA. Oro e argento nelle viscere di Montefegatesi? Pare proprio che non sia una leggenda: ci sono testi autorevoli e attendibili che ne parlano. Come quello di John Bowring riportato dalla Statistica degli Stati Pontifici nel 1838, che parla delle miniere della Lucchesia indicando «piccole quantià d'oro e argento a Montegatesi». Notizia ripresa nel 1844 da Francesco Garello che si sofferma anche su vani tentativi di sfruttare questi giacimenti.
In parecchi ci hanno provato, senza successo, arrampicandosi fino agli 842 metri di Montefegatesi, il paese più alto della Controneria, nei rilievi che coronano Bagni di Lucca e la Val di Lima. Di Montefegatesi si parla per la prima volta in un documento dell'Archivio Arcivescovile dell'anno 983.
È poi documentato che nel 1245 Federico II concesse il paese ai Lucchesi , che a lungo lo utilizzarono come sentinella nei confronti dei modenesi. Nel 1539 Montefegatesi divenne parte della Vicaria della Val di Lima. Tra le curiosità del paese la presenza, tra l'800 e il '900, di liberi pensatori arrivati come emigranti. Ma desta attenzione anche il fatto che nella zona fossero conosciuti i testi classici, forse portati proprio dai liberi pensatori. La conferma arriva ancora oggi dai nomi che tante persone portano e che ricordano i personaggi dei classici antichi. Oggi a Montefegatesi si va soprattutto in cerca dei prodotti del sottobosco (funghi, mirtilli, lamponi e castagne su tutti) e, se si ha la passione della magia e dell'esoterismo.
Nello splendido scenario del vicino Pratofiorito, come indica Virgilio Contrucci, camerlengo della Vicaria Val di Lima, tra pochi giorni, nell'Ordalia di luglio che tanta gente richiama, si potranno rievocare le leggende delle streghe del Pratofiorito. Gli anziani del luogo raccontano che, ogni dieci anni, per la vigilia di Ognissanti (ossia nella notte fra il 31 ottobre ed il primo novembre) le streghe fanno la loro apparizione sul Pratofiorito e lì compiono il loro sabba danzando in cerchio. È probabile che, dietro la leggenda delle streghe, si celino culti pagani delle antiche popolazioni liguri.
A questo proposito si racconta che la Chiesa di S. Cassiano di Controni, alle basi del Pratofiorito, sia stata edificata sui ruderi di un tempietto dedicato a Diana. Sembra che un altro tempietto sorgesse sul versante opposto, verso Nord, dedicato forse ad una divinità boschiva. Certo è che, sulle pendici del monte, si trovano numerose specie botaniche, molte delle quali non rientrano nella flora tipica di questa regione. Lo ricordava nel XVIII secolo il poeta Geremia da Casoli in questi versi: «Prato Fiorito son tante l'erbe e i fiori di quel sito che vengan semplicisti da ogni lato per comprar la triaca e farne unguento che conforta e risana in un momento». Di questo e altro si parlerà nell'Ordalia, dove tra l'altro si potrà tentare la camminata sui carboni ardenti.
A Montefegatesi, a 16 chilometri da Bagni di Lucca, si arriva da due strade: la prima partendo dai paesi della Controneria, sulla sinistra del diruto Oratorio di San Rocco, a circa 8 chilometri dal capoluogo; la secolonda partendo da Ponte a Serraglio, passando quindi, Granaiola, Pieve di Monti di Villa, Monti di Villa e da qui dirigersi verso la Chiesetta di Sant’Anna (conosciuta un tempo come Eremitorio di Foce Colonia).
Alla vista Montefegatesi ci appare adagiata su uno sperone roccioso. Il suo nome sembra derivi dal colore fegato delle argille scistose presenti in gran quantità sul territorio, altri sostengono da Monte che si erge sul torrente Fegana modificando il toponimo Montefagatesi in Montefeganese.
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