Sicurezza
Torna a Gallicano la gavetta del soldato Achille Moni
GALLICANO. Dopo quasi cento anni, da Brinzio, in provincia di Varese, dalla collezione di Emilio Vanini, promotore del locale museo della Cultura rurale prealpina, tornerà a Gallicano una gavetta, il...
GALLICANO. Dopo quasi cento anni, da Brinzio, in provincia di Varese, dalla collezione di Emilio Vanini, promotore del locale museo della Cultura rurale prealpina, tornerà a Gallicano una gavetta, il prezioso e personalissimo recipiente usato dai soldati per consumare il rancio giornaliero.
Infatti, grazie al nome sopra inciso, “Moni Achille”, l'oggetto ha trovato il proprietartio, un soldato originario di Gallicano morto in prigionia il 13 aprile del 1918.
Dalle 10 di domani, nella piazza della Posta, al monumento ai Caduti, verrà festeggiato il rimpatrio della gavetta e la consegna ai familiari del soldato, con una serie di eventi organizzati dalla sezione locale dell'Istituto Storico Lucchese.
Una serie di fatti curiosi, di coincidenze a persone tra loro lontane nel tempo e nello spazio, stimolati da quest'anno in cui si festeggia il centenario dalla partecipazione italiana nella Prima Guerra Mondiale, conflitto disputato ai confini del regno italico nelle atroci trincee che tra l'altro hanno ospitato anche il soldato Moni.
Achille, nacque a Gallicano il 27 ottobre 1888: all'età di 28 anni, questo bracciante della Mediavalle, con già tre figli, di cui uno di pochi mesi, decise di diventare soldato della Grande Guerra arruolandosi come bersagliere. Morì in prigionia il 13 aprile 1918, ma per anni fu considerato disperso ed infatti si ricorda in paese che sua moglie e i figli sono vissuti nella speranza di rivederlo.
Poi, alla storia di Moni e della sua gavetta, s'è incrociata quella di Vanini, appassionato di reperti antichi stimolato dal Centenario e dalla voglia di trovare il luogo d'origine dell'oggetto. E la gavetta acquistata circa 30 anni fa in un mercatino di Varese con il nome inciso ha consentito di risalire al soldato di Gallicano.(f.c.)
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