Il Tirreno

Lucca

Quelle case non saranno un ghetto

L’assessore Sichi ai cittadini di Montuolo: «Nessuna situazione di marginalità»

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LUCCA. I sette alloggi acquistati da Erp a Montuolo con i fondi europei della linea 5.1 C2 -Por Creo Fesr 2007-2013, ed allocati grazie ad apposito bando della Regione Toscana, entreranno a far parte del patrimonio comunale e verranno assegnati in base alla graduatoria comunale relativa all'assegnazione di case di edilizia residenziale pubblica.

Nessuna concentrazione di situazioni di marginalità dunque a Montuolo, in quanto i sette nuclei familiari marginali verranno inseriti con il cosiddetto sistema “a mosaico” (in modo che non si vengano a creare situazioni di concentrazione di persone e famiglie legate dalla stessa cultura e appartenenti alla stessa nazionalità nel medesimo condominio) all'interno dei 950 alloggi popolari sparsi su tutto il territorio comunale.

Sul complesso di sette famiglie che andranno ad abitare nei nuovi appartamenti del Comune a Montuolo una soltanto, al massimo, avrà tali caratteristiche.

È questo in sintesi ciò che l'assessore alle politiche abitative Antonio Sichi ha ripetuto imercoledì sera al campo sportivo di Montuolo, dove era stato invitato dal locale comitato paesano a spiegare pubblicamente cosa l'amministrazione comunale intenda fare con gli appartamenti di Montuolo per i quali - ed è questa una notizia data nel corso dell'incontro - la Regione Toscana ha emesso in questi giorni il decreto che ne finanzia ufficialmente l'acquisizione da parte del Comune di Lucca.

L'assessore Sichi ha anche portato alcune copie dei due atti che, nero su bianco, stabiliscono la linea dell'amministrazione comunale di Lucca per la gestione dei sette alloggi di Montuolo.

Si tratta in particolare della delibera di giunta numero 43 approvata il 10 marzo scorso e della lettera del presidente della conferenza zonale dei sindaci (lo stesso sindaco Alessandro Tambellini) datata 31 marzo 2015, che ha accompagnato la domanda di partecipazione al bando regionale per l'allocazione delle risorse provenienti dall'Europa.

Questi i contenuti riportati dall'amministrazione comunale e sui quali era stata invitata ad intervenire nell'assemblea a cui hanno preso parte un'ottantina di cittadini.

Non è stato tuttavia sempre semplice mantenere l'ordine del giorno stabilito dal comitato di Montuolo per l'incontro, in quanto diversi interventi che si sono susseguiti dopo la prima esposizione dell'assessore alle politiche abitative hanno portato il ragionamento su altri piani, sfociando a tratti in polemica.

L'assessore alle politiche abitative insieme al responsabile dell'ufficio casa del Comune ha fornito dati, risposte e chiarimenti a tutto tondo sul tema della casa.

«Il Comune di Lucca - ha detto Sichi - non ha mai lasciato dormire nessuno fuori casa e questa buona gestione è riconosciuta a livello locale e considerata un'eccellenza a livello regionale

«Alle case popolari si accede attraverso un bando pubblico come del resto avviene in tutti i comuni d'Italia. Queste sono le regole, che piaccia o non piaccia, e a queste regole chi amministra si deve ovviamente attenere».

L'intento dell'amministrazione comunale, in linea con il bando dell'Unione Europea, è quello di evitare ghettizzazioni e prevenire il possibile insorgere di tensioni sociali.

«Negli ultimi dieci anni - aveva spiegato pochi mesi fa l'assessore alle politiche abitative Antonio Sichi - dei 270 alloggi di edilizia residenziale pubblica consegnati alla cittadinanza, ventisette alloggi, pari al dieci per cento, sono stati assegnati a nuclei provenienti da comunità emarginate.

«Queste assegnazioni sono state scientemente effettuate sull'intero territorio comunale da un lato al fine di evitare una ghettizzazione della marginalità, consentendo un miglior inserimento nel contesto abitativo residenziale, dall'altro lato per impedire la creazione di tensioni sociali derivanti da contrapposizioni fra gruppi sociali di diversa origine».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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