La manifestazione
«Piazza d’armi, anima di Montecarlo»
Il sindaco Fantozzi racconta i posti più suggestivi del borgo: la festa del vino, via di S. Martino e la vecchia via Benevici
MONTECARLO. «Anche ora che gliene parlo, mi scorrono nella mente i volti, le storie, le risate e i racconti che ascolto e vedo ogni anno, da quando sono piccolo, in quella piazza. È qualcosa che entra dentro, nel profondo del cuore, e non ti lascia più».
Un pensiero che è un atto d'amore per il suo paese quello di Vittorio Fantozzi, sindaco di Montecarlo. Che non ha dubbi su ciò che rappresenta il suo luogo del cuore per eccellenza: la piazza d'Armi, sede storica della grande fiera di settembre dedicata al vino.
«Dieci giorni – dice il primo cittadino – durante i quali tutti noi montecarlesi ci incontriamo. È il momento focale per la comunità, che si ritrova anno dopo anno per rivedersi, raccontarsi, accogliere i giovani che si sono fatti adulti, ricordare chi non c'è più e salutare chi è ritornato. In quei dieci giorni si rispecchia il ricambio continuo della nostra comunità e quindi c'è dentro la vita di tutti noi».
Montecarlese doc, 37 anni, Fantozzi è al secondo mandato consecutivo dal 2009 e ha sempre vinto con percentuali di consenso altissime, che a naso ha molto a che fare con il suo sentimento verso piazza d'Armi. «Sono cresciuto con i miei compaesani e con il paese – racconta -. Da quando ero piccolo quei dieci giorni della fiera di settembre rappresentano, per me, un momento di crescita e di incontro. Lì ho condiviso le varie tappe della mia vita. Ho cominciato per mano ai genitori, poi da ragazzo con gli amici e le prime fidanzatine, l'avvicinamento alla politica intorno ai 18 anni, la scelta di candidarmi, l'elezione, il mandato amministrativo. È passato e passa tutto da lì, da quella piazza».
Ma nel cuore di Fantozzi altri due scorci di Montecarlo occupano un posto speciale: le vie di S. Martino e Benevici. La prima è la strada provinciale, una delle più transitate e vissute del territorio comunale. «La facciamo tutti per arrivare al paese e uscirne – dice il sindaco – ma è particolare perché, pur essendo asfaltata e ben tenuta per consentire la fruizione più agevole da parte degli automobilisti, conserva lunghi tratti che corrono tra i boschi. E' una strada che ci racconta le nostre radici, ci ricorda cos’era Montecarlo e ciò che ne è scaturito: una grande selva dove l'uomo ha impiantato le vigne e ha iniziato a produrre il vino, il nostro vanto».
Ma la via di San Martino ha altri pregi: è bella da percorrere anche a piedi o in bicicletta. «È la promenade degli sportivi montecarlesi – aggiunge Fantozzi – che amano allenarsi al fresco dei boschi. D'estate, poi, è uno dei posti preferiti per le nostre passeggiate».
Anche delle sue, sempre in compagnia dell'inseparabile Ventuno, il cane pastore tedesco che ormai lo ha quasi superato in popolarità. Ad attirare i pedoni c'è anche l'altra strada che sta a cuore al sindaco: la via Benevici.
Antica circonvallazione delle Mura, risale al periodo di fondazione del borgo, che fu edificato nel 1333 sulle ceneri del vecchio abitato di Vivinaia. Niente è stato toccato sul suo tracciato, ancora in ghiaia bianca come nel Trecento. «E mai sarà toccato – avverte il sindaco – perché è vincolata». A lui piace per questo suo fascino immutato nei secoli, che si rivela quasi come una carta d'identità di tutto il paese. E ha intenzione di valorizzarla, dotandola di una nuova illuminazione che ne favorisca l'uso durante la sera da parte sia dei residenti sia dei turisti.
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