Il Tirreno

Lucca

IL PRESIDENTE DELL’AZIENDA

«L’indagine è partita da noi: chi ha sbagliato deve pagare»

LUCCA. Un’azienda con 141 dipendenti (di cui 114 operai) con un capitale sociale di oltre 500mila euro suddiviso tra i sei comuni che fanno parte della società pubblica (Capannori, Altopascio,...

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LUCCA. Un’azienda con 141 dipendenti (di cui 114 operai) con un capitale sociale di oltre 500mila euro suddiviso tra i sei comuni che fanno parte della società pubblica (Capannori, Altopascio, Porcari, Montecarlo, Pescaglia e Villa Basilica) e da oltre 25 anni è ben radicata nel territorio della Piana. «Cosa accadrà agli autisti indagati? Alcuni attualmente sono sospesi dall’attività su ordinanza del giudice e al termine di quel periodo decideremo come comportarci sentendo il parere del nostro legale. Certo è che, in caso di condanna penale, l’azienda ne trarrà le conseguenze applicando i provvedimenti previsti in questi casi dalla legge». A parlare è Maurizio Gatti, commercialista e presidente di Ascit spa che si occupa del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani, dei rifiuti assimilati, della raccolta differenziata, dei rifiuti urbani pericolosi, del «Porta a Porta» e dello spazzamento stradale. Il presidente non lo dice espressamente, ma in caso di condanna dei dipendenti infedeli il loro licenziamento per giusta causa sarebbe la logica conseguenza. Ci tiene il presidente di Ascit a sottolineare come proprio da certi riscontri sui consumi di carburante sono emerse le irregolarità e l’azienda ha formalizzato una denuncia-querela contro ignoti presentata a fine dicembre 2013 ai carabinieri di Lammari. «Siamo soddisfatti dell'operato degli inquirenti che, su nostra segnalazione, hanno condotto un'attenta ed efficace operazione a tutela dell'azienda e dei cittadini dei comuni in cui svolgiamo il servizio di raccolta. Da controlli interni erano emerse delle anomalie sul carburante. Abbiamo quindi fatto denuncia verso ignoti e provveduto a modificare il sistema di rifornimento dei mezzi di Ascit in modo che l'accaduto non potesse ripetersi. È stata l'azienda a denunciare delle situazioni sospette. Sapevamo dell'indagine da quasi due anni, ma ovviamente eravamo tenuti al segreto istruttorio. Appena gli inquirenti si sono dotati delle prove necessarie, abbiamo introdotto un nuovo metodo di pagamento per il carburante dei mezzi di Ascit in modo da evitare aggravi di costi e sprechi di denaro pubblico. Posso già assicurare che simili azioni non potranno più verificarsi. In quanto presidente, sono anche contento di aver visto come funzionino i controlli interni e ringrazio tutti i nostri lavoratori che, con correttezza, ogni giorno svolgono un servizio di raccolta porta a porta importante per le comunità della Piana. Siamo certi che l'iter messo in atto dalla forze dell'ordine porterà coloro che hanno compiuto furti contro Ascit a rispondere delle loro azioni».

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