Il dolore
Arrestato il pusher dell’artigiano morto per overdose
Ordinanza di custodia cautelare per un tunisino di 19 anni accusato di aver ceduto la dose fatale al falegname
LUCCA. Ha un volto e un nome il pusher accusato di aver ceduto la dose fatale a un artigiano di 56 anni residente a S. Anna trovato morto nella sua abitazione. Si tratta di Jihed Talbi, 19 anni, tunisino domiciliato a Capannori che la sezione antidroga della squadra Mobile ha arrestato con l’accusa di spaccio di sostanza stupefacente. Per la polizia è lui ad aver ceduto la dose fatale che il 2 febbraio scorso costò la vita al falegname. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata chiesta dal sostituto procuratore Elena Leone ed emessa dal giudice delle indagini preliminari Giuseppe Pezzuti. All’inizio gli inquirenti hanno provato ad ipotizzare per il pusher l’articolo 568 del codice penale: morte in conseguenza di altro reato. Ma allo stato degli atti sarebbe mancata la sussistenza del nesso di causalità materiale tra la condotta dell’autore e il tragico evento che ha provocato il decesso del falegname.
L’inchiesta. Poco dopo le 11 del 2 febbraio la cugina dell’artigiano di S. Anna, non vedendolo al lavoro, iniziò a telefonare in modo insistente a casa sua e temendo che gli fosse capitata una disgrazia decise di avvertire la polizia. Una volante giunse subito sul posto, ma visto che il padrone di casa non rispondeva si decise di avvertire i vigili del fuoco che furono costretti a sfondare la porta d’ingresso. Con i pompieri c’era anche personale sanitario che all’interno dell’appartamento trovò l’artigiano vicino al letto e ormai privo di vita. Sul corto della vittima nessun segno di violenza compiuta da terzi, ferite da arma da taglio o da fuoco. E gli inquirenti non rilevarono neanche effrazioni a porte e finestre escludendo in modo subito la pista dell’omicidio.
Overdose. Sin dall’inizio emerse la pista dell’overdose. Qualcuno aveva ceduto una dose all’artigiano - che tra l’altro pareva essere uscito dal tunnel della tossicodipendenza - risultata poi fatale. Per questo motivo il magistrato di turno delegò subito gli accertamenti diagnostici al medico legale Stefano Pierotti ottenendo al termine degli esami tossicologici i riscontri necessari a imboccare la pista della cessione di droga alla vittima. Ci sono voluti quattro mesi d’indagine e alla fine la polizia ha individuato il tunisino di Capannori.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google