Il Tirreno

Lucca

L’ultimatum del sindaco a D’Alessandro

di Barbara Antoni
L’ultimatum del sindaco a D’Alessandro

«Se il patron vuole andarsene ci rivolgeremo ad altri impresari per organizzare un’altra rassegna a marchio Lucca»

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LUCCA. Si avvicinano e si allontanano, si prendono e si lasciano come due innamorati che devono fare i conti, ciascuno, con un carattere non facile. Ma hanno bisogno l’uno dell’altro, si cercano e non demordono. Intanto si lanciano ultimatum. Stavolta, nella love story più complicata della storia recente di Lucca - quella fra l’amministrazione comunale e il Lucca Summer Festival- è il primo attore, con le parole del sindaco Alessandro Tambellini, a sentenziare l’aut aut, dopo averne ricevuti in quantità. La sintesi: caro Mimmo (D’Alessandro, patron del Summer Festival, ndr), «Lucca non vuole rinunciare al festival su cui investe da diciotto anni perché giova alla città e la fa conoscere nel mondo. Ma la corda non regge all’infinito alle polemiche innescate: non ci stiamo a perdere la maggiore manifestazione musicale e se tu volessi cambiarle sede noi ci ingegneremo, ci guarderemo intorno per trovare impresari che ne organizzino un’altra sempre col marchio Lucca». Firmato Alessandro Tambellini.

Sindaco, la corda quindi è tesa al massimo con la direzione artistica del festival? È stanco delle polemiche su banner, torrette, sul sostegno insufficiente del Comune alla manifestazione?

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«Il sindaco non si stanca e nemmeno la sua amministrazione, ma la città sì. Le polemiche rischiano di minare il consenso della città, rischiano di polarizzarla. Lucca ha investito sul Summer Festival, diciotto anni sono un avviamento importante e non vogliamo gettarlo al vento. Ma a furia di tirare la corda si strappa. Se D’Alessandro vuole andarsene, come dice da tempo, rispetteremo le sue decisioni di imprenditore ma adotteremo le contromisure: ci rivolgeremo ad altri impresari di spettacoli musicali della sua portata per organizzare un altro festival sempre a marchio Lucca. Noi difendiamo il Lucca Summer Festival a Lucca. non vogliamo che si svolga altrove con lo stesso nome».

D’Alessandro non esclude in futuro di organizzare alcuni concerti della rassegna lucchese a Tassignano di Capannori piuttosto che nell’area ex Bussoladomani a Camaiore...

«Ribadisco: sono le scelte di un imprenditore. Il portato del Lucca Summer Festival è legato a una città unica in Italia, Lucca, che tentiamo di fare ancora più bella: nel 2017 la lascerò di sicuro in condizioni migliori di come l’ho trovata. Oggi la città sta costruendo quello che doveva essere stato fatto da tempo: il marchio “Lucca” e confidiamo di completare questo progetto a breve. Allo stesso modo il marchio Lucca Summer Festival è solo della città, non di Tassignano o di altre località. Per me è fondamentale che Lucca e il Lucca Summer Festival continuino a camminare insieme».

Bisogna però riconoscere che dall’anno scorso le occasioni di attrito tra Comune e festival non sono mancate. Dai banner fatti rimuovere dagli spalti nel 2014 in poi è stata un’escalation di accuse e tira e molla.

«Fosse stato per me i banner non li avrei fatti rimuovere e avrei autorizzato subito la torretta. Ma una volta che siamo riusciti a completare un percorso, a mettere insieme tutti i requisiti per i nullaosta, il direttore del festival ci ha detto “no grazie, è troppo tardi”. Purtroppo l’Italia è un paese con una burocrazia complessa, se si riesce ad arrivare in fondo a un percorso è un fatto miracoloso. Col Summer ci possono essere stati disguidi, ma il supporto alla manifestazione non è mai mancato. Se ci sono stati alcuni problemi tecnici nel supporto organizzativo siamo stati sempre pronti ad agevolarla in altri modi, con la riduzione del suolo pubblico ad esempio. Si deve trovare una mia affermazione contraria al festival. La considero una manifestazione ineludibile, che caratterizza Lucca per lo spessore culturale e la capacità comunicativa che ha. Ed è un momento unico di internazionalizzazione della città».

Il festival gestirebbe volentieri anche il food & beverage, la somministrazione di bevande durante i concerti.

«Questa è una partita che deve vedersi con i commercianti».

Dunque il futuro del Lucca Summer Festival come lo vede?

«Nel 2013 il Comune di Lucca ha scritto una convenzione con il Lucca Summer Festival. Oggi siamo pronti a scrivere anche patti più precisi affinché la sua organizzazione sappia con maggiore chiarezza ciò su cui ogni anno può contare. Siamo in un momento importante: stiamo anche individuando nuovi spazi in cui organizzare concerti e manifestazioni».

Può anticiparne alcuni?

«La Cavallerizza, il cortile dell’ex Manifattura».

Per il Summer Festival queste nuove opportunità escluderebbero la location tradizionale di piazza Napoleone?

«Assolutamente no. La connotazione del Lucca Summer Festival coincide con piazza Napoleone, della quale da quest’anno è stata aumentata la capienza».

A quanti spettatori è stata portata?

«A sedicimila, a seguito di sopralluoghi e valutazioni della commissione di vigilanza. Che ha dato l’ok, appunto, per arrivare a sedicimila presenze».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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