Il Tirreno

Lucca

Ok agli eventi nel centro ma solo in luoghi obbligati

di Barbara Antoni
Ok agli eventi nel centro ma solo in luoghi obbligati

Belle Arti e Comune faranno una mappa degli spazi idonei a ospitare iniziative di varia natura. Tendone in piazzale Arrigoni: verifiche sull’autorizzazione

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LUCCA. Il centro storico di Lucca studiato ai raggi x. Non per individuare criticità o edifici da ristrutturare bensì per definire una mappa dei luoghi adatti a ospitare eventi e manifestazioni che contribuiscano alla crescita e alla ripresa della città e del suo tessuto industriale. Due i soggetti protagonisti di questo nuovo impegno: Soprintendenza da una parte e amministrazione comunale dall’altra. Gli incontri finalizzati alla stesura di questo elenco di location ad hoc prenderanno il via a partire dalla prossima settimana.

«Il tavolo - spiega il dottor Luigi Ficacci, soprintendente di Lucca - sarà legato alle funzioni e alle nuove esigenze della città, del suo nuovo metabolismo anche in previsione della conclusione di lavori Piuss come la Cavallerizza. Vogliamo contribuire - continua il dottor Ficacci - alla ripresa di produttività culturale e industriale facendo in modo che la parte vecchia e antica di Lucca ospiti i segni di ripresa. Per questo con l’ingegner Francesco Cecati (funzionario della Soprintendenza, ndr) e con il sindaco Alessandro Tambellini abbiamo deciso di aprire la prossima settimana un tavolo progettuale su procedure, luoghi e metodi per intercettare spazi d’impresa».

Un modo anche per evitare il rischio di veder spuntare tendoni come quello montato in piazzale Arrigoni per la serata di gala (stasera) di “It’s tissue”, la manifestazione organizzata dagli imprenditori del cartario per i loro clienti internazionali, piste e altri arredi e installazioni temporanee che fanno gridare allo scandalo.

Fermo restando, puntualizza il soprintendente, «che le occupazioni di suolo pubblico dipendono dal giudizio del Comune e dalle nostre autorizzazioni. Il giudizio dell’amministrazione - precisa ancora - si basa su ogni determinata situazione, non corrisponde a un diritto di occupazione. E la linea è decidere a seconda del singolo caso, non disporre regole uniche. È bene che non ci siano criteri assoluti».

In parallelo Ficacci conferma di avere chiesto ai suoi collaboratori di svolgere verifiche approfondite sulla genesi e sullo sviluppo della pratica che ha portato all’autorizzazione del tendone stile circo in piazzale Arrigoni.

Nel tempo massimo di quarantotto ore (quindi entro il 25 giugno) il soprintendente conta di avere completato la ricostruzione, e nel caso venissero riscontrate irregolarità nella pratica - sia nell’istruzione della domanda da parte dei richiedenti che nell’autorizzazione - le stesse verranno fatte presenti e si agirà di conseguenza.

Una vicenda scomoda quella del tendone in piazzale Arrigoni, che - stando a indiscrezioni - non sarebbe stata condivisa nemmeno dal mondo imprenditoriale lucchese nella sua totalità ma che potrebbe essere il risultato - non è escluso - dell’iniziativa solo di alcuni. È accaduto oltretutto in un clima di polemiche senza fine sull’utilizzo di spazi pubblici per manifestazioni private, a partire dal Summer fino agli eventi minori: il tendone in stile circo nel piazzale dietro il duomo e davanti la sede arcivescovile ha fatto andare su tutte le furie cittadini e organizzatori di eventi. Ma dal punto di vista degli iter autorizzativi sembra essere passato totalmente inosservato, di ufficio in ufficio fino al nullaosta finale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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