Il Tirreno

Lucca

Italia Digital, chiesto giudizio immediato

di Luca Tronchetti
Italia Digital, chiesto giudizio immediato

Per i magistrati le prove contro la coppia accusata di bancarotta sono così evidenti da poter andare subito a processo

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LUCCA. Per i sostituti procuratori Piero Capizzoto e Enrico Corucci le prove raccolte per il crac di Italia Digital sono talmente evidenti e l’interrogatorio di garanzia dei due indagati in sede di convalida della custodia cautelare è idoneo a consentire l’instaurazione di un rito speciale come il giudizio immediato. Toccherà adesso al gip accordare o meno la richiesta che di fatto salta il passaggio dell’udienza preliminare dinnanzi al gup accorciando notevolmente i tempi e arrivando al dibattimento di fronte al collegio in un paio di mesi.

Attualmente i responsabili di Italia Digital - i coniugi Daniela Simonetti, 48 anni e Gianfranco Ciampi di 50 - si trovano agli arresti domiciliari con l’accusa di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. Lei si trova nella casa di San Concordio, lui in un’abitazione ad Arezzo. Sono indagati anche per truffa aggravata ai danni di circa 800 clienti provenienti da tutta Italia che attraverso il web nel periodo natalizio acquistarono on line materiale informatico. Per quel reato non è previsto l’arresto e l’indagine, affidata al sostituto procuratore Giuseppe Amodeo, prosegue su un altro binario e gli inquirenti non hanno ancora concluso l’inchiesta.

Le contestazioni. Il 3 aprile scorso la ditta individuale «Italia Digital» con sede legale a Salicchi e negozio in via di Tiglio all'Arancio era stata dichiarata fallita dal tribunale. Quarantacinque giorni dopo il fallimento la procura aveva chiesto e ottenuto dal gip Marcella Spada Ricci un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti degli amministratori. Il caso era stato reso pubblico da "Il Tirreno" e della vicenda si era interessata anche la Rai (un servizio andò in onda nel corso di Uno Mattina con l'intervista a uno degli amministratori del gruppo Fb collante delle vittime del raggiro). Per le fiamme gialle nel periodo compreso tra il primo novembre e il 19 dicembre 2014 la società avrebbe incamerato bonifici dei clienti per una somma superiore ai 760mila euro. Denaro versato da ignari clienti on line, oltre 800 da ogni regione d' Italia, per l'acquisto di materiale informatico mai spedito.

Dagli accertamenti della procura era stato appurato che i conti aziendali sono stati prosciugati e la coppia ha comprato, attraverso un preliminare d'acquisto con somma interamente versata, un appartamento a San Concordio del valore di 210mila euro. Adesso l'immobile è sotto sequestro assieme a un Suv Nissan del valore di 20mila euro. Dalla contabilità sequestrata dai finanzieri diretti dal capitano Antonio Manselli, largamente approssimativa e che non dava conto di una serie di operazioni, i magistrati hanno subito intuito che la gestione in uscita del patrimonio sociale era volta a distrarre i soldi incamerati attraverso i bonifici dei clienti che hanno acquistato on line dalla ditta Italia Digital.

La commercializzazione del materiale informatico avveniva su sette siti web.

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