Il Tirreno

Lucca

Il deserto del supermercato in notturna

di Nadia Davini
Il deserto del supermercato in notturna

Lucca, reportage nel Carrefour aperto no-stop fino alle 24: rari clienti, alcuni giovani lo scelgono per passare una serata insolita

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LUCCA. Le luci a neon illuminano i corridoi, gli scaffali sono pieni e ordinati, una musica in sottofondo rompe il silenzio che avvolge i reparti. In lontananza una voce di bambina, che chiama il papà distratto a scegliere i prodotti, poco più in là un gruppetto di ragazzi mangia un gelato, all'entrata il responsabile della sicurezza accoglie i (pochi) presenti.

Benvenuti al Carrefour by night, una cattedrale illuminata nel buio notturno del quartiere circostante. Venerdì sera, le undici passate, il centro commerciale di San Vito, aperto fino a mezzanotte, 7 giorni su 7, si presenta come un'enorme struttura mezza addormentata: il parcheggio è vuoto, il piano terra è l'unico percorribile, con i reparti dedicati alla frutta e verdura, i banchi frigo, quelli alimentari fruibili come self-service e la zona vestiti, oggettistica per la casa, prodotti per gli animali e cancelleria.

L'impatto è suggestivo, il sogno di tanti: entrare in un supermercato dopo il consueto orario di chiusura, trovandolo completamente deserto. Deserto, infatti, è la parola che meglio descrive gli ambienti del Carrefour dalle 21 in poi: pochissime persone (si contano sulle dita), più due commesse alle casse automatiche e una intenta a sistemare i vestiti. C'è chi arriva incuriosito, così, tanto per fare un giro e chi invece ne approfitta per fare la spesa.

«Sono già diversi fine settimana che veniamo al Carrefour – spiega un ragazzo, che sta mangiando un gelato insieme alla fidanzata e a una coppia di amici – È un modo diverso per trascorrere il week-end, un'esperienza divertente. Veniamo qua, facciamo un giro, compriamo qualcosa, passiamo il tempo».

Certo, si sa, a Lucca è difficile parlare di movida, ma fa strano pensare di trovarla al Carrefour.

Continuiamo il giro e al reparto merendine spunta un uomo sui 40 che ha l'aria di aver appena finito di lavorare. La camicia spiegazzata, un atteggiamento a metà tra lo stanco e il rassegnato, intento ad acquistare generi di conforto per la colazione. «Stavo andando a casa e mi sono accorto di non avere niente per domani mattina, né latte, né caffè, né biscotti. Mi sono ricordato del Carrefour aperto anche dopo cena e sono venuto qua. Non mi era ancora mai capitato di fermarmi a quest'ora: sicuramente fa comodo, soprattutto per chi lavora. Io ad esempio non ho orari prestabiliti, mi succede di uscire tardi, vivendo da solo poi... sai com'è, il frigorifero pieno è una rarità. Mi chiedo solo se abbia senso oppure no tenere aperta una struttura del genere per così poca gente».

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I corridoi scorrono uno dopo l'altro e, fatta eccezione per una coppia con la figlia, in giro non c'è nessuno. Padre, madre, bambina al seguito, il carrello pieno: la spesa è di quelle tradizionali e loro sembrano essersi dimenticati dell'ora tarda. «Per una serie di casualità abbiamo deciso di venire a fare la spesa a quest'ora: evento piuttosto inusuale, di solito non ci portiamo dietro la bambina e non andiamo in coppia al supermercato, ma stasera è andata così. E già che ci siamo, ne approfittiamo per comprare ciò che manca».

Il responsabile della sicurezza preferisce non rilasciare dichiarazioni, ma fa capire che la situazione negli altri giorni non migliora troppo: il Carrefour di notte è il luogo di ritrovo di poche persone arrivate quasi per caso. Solo una signora sembra convinta sostenitrice dell'apertura fino a mezzanotte. La incontriamo all'uscita: «Era l'ora che anche qua si decidesse di tenere aperto un supermercato di notte – spiega – ho vissuto a Città del Messico e là già nell'82 esistevano dei market aperti 24 ore su 24. Per chi viaggia o per chi lavora si tratta di una soluzione molto comoda, che ti permette di gestire al meglio i tuoi orari e i tuoi impegni. Mi auguro non tornino indietro».

Lasciando da parte Città del Messico, Parigi, Londra, Milano e tutte le ovvie differenze, restano piacevolmente colpiti dell'apertura by night anche due ragazzi che utilizzano il parcheggio del Carrefour per allenarsi con lo skate.

«Abbiamo appena realizzato che il supermercato è aperto – dicono ridendo – ce ne siamo accorti grazie a una coppia che poco fa è uscita col carrello. Dopo la sudata con lo skate una birra ci sta bene». Trentacinque centesimi una lattina, contro i tre euro alla spina, e un corridoio vuoto, piatto, dove far scivolare le ruote della tavola.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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