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SANITA'

All’Asl più letti per le cure intermedie

di Fabrizio Tonelli
All’Asl più letti per le cure intermedie

Lucca: entro l’anno previsti 15 posti in più, altri saranno messi a disposizione dalle cliniche private Barbantini e Santa Zita

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LUCCA. Troppo pochi i posti letto di cure intermedie nelle strutture dell’Asl 2. I dati – forniti dalla stessa azienda sanitaria in occasione della presentazione dell’informatizzazione della gestione del flusso dei pazienti nei presidi territoriali.

Una novità importante, con innegabili vantaggi per l’azienda e per i cittadini, ma le cifre confermano come ci sia bisogno di ampliare l’offerta. Ne è consapevole la stessa Asl, che ritiene entro l’anno di poter raddoppiare i posti letto di cure intermedie al Campo di Marte, che passerebbero da 14 a 28; e di aumentare da 9 a 14 quelli della Casa della salute di Marlia.

I dati dicevamo. Maggio è stato il primo mese in cui è stato informatizzata la gestione dei pazienti. In questo periodo al Pua Coad, il punto unico di accesso che gestisce tutti i casi, sono arrivate 154 segnalazioni (135 dal San Luca e 19 dal territorio) di pazienti da valutare perché bisognosi di ulteriore assistenza.

Casi indicati per il 35% dalla medicina, per il 15% dalla cardiologia e per un altro 15% dall’oncologia e in percentuali minori da tutti gli altri settori dell’Asl. Il 76% dei pazienti segnalati dal San Luca sono stati inseriti in lista al pari del 12% di quelli provenienti dal territorio. Mentre il 12% dei pazienti indicati dal San Luca non sono stati inseriti.

«Di fatto – dice il direttore sanitario dell’Asl 2, Lorenzo Roti – il numero di nuovi ricoveri nei presidi di cure intermedie è di 70-80 al mese».

Secondo l’azienda si riesce a far fronte alle necessità, anche se i dati successivi lasciano spazio a altre considerazioni- Dei pazienti inseriti in lista solo il 47% entra in strutture territoriali, il 38% è preso in carico dal servizio infermieristico territoriale, il 5% rinuncia, l’1% va a casa e il 9% purtroppo muore.

L’ospedale per acuti comporta la necessità di avere una rete territoriale di supporto: la direzione dell’Asl ne è consapevole. Gli attuali 500 ricoveri l’anno nelle strutture intermedie sono destinati ad aumentare, da qui l’esigenza di nuovi posti letto.

Al momento nella Piana di Lucca sono operative cinque strutture: la sezione di cure intermedie del Campo di Marte (14 letti); quella di Marlia (5 letti). Il Sole di Altopascio (4 letti); l’hospice San Cataldo (7 letti) e il nucleo comi (5 letti), per 39 posti complessivi.

Nella Valle del Serchio ci sono due strutture intermedie a Magliano (8 letti) e Gallicano (9 letti) e un presidio per le cure palliative a Villetta (5 letti), per complessivi 22 posti. In totale attualmente i posti sono 61, cui presto si aggiungerà qualche altre letto di cure intermedie nelle cliniche Barbantini e S. Zita con cui l’Asl ha sottoscritto apposite convenzioni.

Tornando ai dati resi noti dall’azienda sanitaria fa riflettere la cifra del 14% relativa ai pazienti che usciti dall’ospedale e accolti nelle strutture intermedie, hanno avuto necessità di essere trasferiti al pronto soccorso. E addirittura di questi il 50% è stato poi nuovamente ricoverato in ospedale, il 33% è rientrato nella struttura intermedia, mentre il 17% è deceduto.

Un segnale su cui riflettere: probabilmente la prima uscita dall’ospedale è stata frettolosa. Casi su cui gli stessi operatori dell’Asl si interrogano per capire che cosa non ha funzionato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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