Il dolore
L’opposizione: «Solimando si dimetta»
PORCARI. «Solimando si deve dimettere. E se non lo fa, il sindaco gli revochi l’incarico. Ritirargli alcune deleghe (revocata quella al commercio, mantiene sport e ambiente ndr) lasciandogli poltrona...
PORCARI. «Solimando si deve dimettere. E se non lo fa, il sindaco gli revochi l’incarico. Ritirargli alcune deleghe (revocata quella al commercio, mantiene sport e ambiente ndr) lasciandogli poltrona e stipendio, come ha fatto Baccini, è una soluzione del tutto insoddisfacente specie visto quanto sta emergendo sul comportamento tenuto dall’assessore in occasione della manifestazione Il Villaggio del Bambino dello scorso 2 giugno».
Questo l’obiettivo dell’interrogazione presentata dal capogruppo di minoranza Riccardo Giannoni che verrà discussa nel consiglio comunale di mercoledì 24 giugno in merito alla vicenda che vede coinvolto l’assessore Sandro Solimando (titolare di un bar nel centro del paese) che, stando alla pubblica denuncia di una esercente porcarese, si sarebbe recato personalmente a mandare via un carrettino di gelati regolarmente autorizzato in quanto avrebbe fatto concorrenza ad una altra attività del paese.
«Alla nostra richiesta di chiarimenti rivolta al sindaco Alberto Baccini in seguito al suo annuncio di ritiro di alcune deleghe a Solimando – spiega il capogruppo Riccardo Giannoni – non hanno fatto seguito risposte, se non molte evasive. Bocche cucite nel palazzo comunale, quindi, con l’obiettivo, neanche troppo velato, di far calare il silenzio sulla vicenda che vede protagonista l’assessore.
«Noi - incalza Giannoni - non abbiamo alcuna intenzione di demordere e per questo porteremo la questione all’interno del consiglio comunale con una interrogazione presentata ad hoc. Dagli approfondimenti che abbiamo personalmente condotto il comportamento di Solimando, al di là della potenziale rilevanza penale, è inqualificabile. Andremo quindi fino in fondo, chiedendo le dimissioni dell’assessore e, se ciò non dovesse accadere, la revoca del suo incarico da parte del sindaco»
All’indomani del divampare del caso l’assessore Solimandoi aveva chiesto scusa.
Ma evidentemente questo non è bastato all’opposizione di centrodestra.
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