Il Tirreno

Lucca

Parco di Capannori, vergogna senza fine

Erba alta, panchine imbrattate, rifiuti ovunque: doveva essere un fiore all’occhiello ma è un flop

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CAPANNORI. Approda sui social la polemica sulle condizioni di manutenzione del parco pubblico di Capannori. Una polemica che da tempo tiene banco e che ciclicamente si infiamma, dopo che a una fase di pulizia e sistemazione segue contraddistinta da abbandono e vandalismi. Nei giorni scorsi, il nostro giornale aveva già trattato il problema, raccogliendo le proteste di alcuni cittadini che vivono a poca distanza dall’area verde, che segnalavano incuria, sporcizia, atti vandalici e l’assoluta mancanza di frequentazione da parte di quegli utenti (bambini soprattutto) ai quali il parco avrebbe dovuto essere destinato, secondo i progetti dell’amministrazione comunale.

Ma di bambini a giocare in quell’area se ne vedono davvero pochi.

Il motivo? Giochi in pieno sole, erba alta, specchi d’acqua ridotti a discariche, panchine e arredi rotti dai soliti ignoti. La situazione peggiora, puntualmente ogni anno, con l’arrivo della bella stagione, quando la voglia di stare all’aria aperta aumenta e le famiglie che vivono a Capannori il tentativo di spendere un po’ di tempo al parco lo fanno, trovandolo, però, quasi sempre in condizioni pessime. Polemica, commenti e foto ora sono arrivati anche su Facebook, dove Roberto Martinelli ha postato alcune immagini accompagnate da questo commento: «Manutenzione zero, erba alta, panchine imbrattate da graffiti e sporcizia. Quello che doveva essere un fiore all'occhiello per il paese ora è solo un inno alla sporcizia e alla trascuratezza».

Le foto si commentano da sole: scritte fatte con le bombolette spray sulle sedute, erbacce ovunque, persino tra le mattonelle della pavimentazione che circonda la fontana, rifiuti e cartacce abbandonate qua e là, arredi rotti e quasi impraticabili. Insomma, uno scenario che non invita alla frequentazione dell’area, che infatti è stata abbandonata dai capannoresi, molti dei quali preferiscono fare un paio di chilometri in più e rilassarsi all’ombra delle alberature del parco di Artemisia, a Tassignano. Rimane, comunque, l’investimento fatto anni fa per dare un parco al capoluogo, accompagnato da una progettazione che faceva presagire interessanti prospettive, ma che continua a scontrarsi con il problema della manutenzione da una parte e con quello della sicurezza e dei vandalismi dall’altra.

Arianna Bottari

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