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Lucca

In provincia sono 255 i richiedenti asilo

In provincia sono 255 i richiedenti asilo

Vengono ospitati in case, agriturismi, appartamenti e centri di accoglienza. Con una regola: sempre in piccoli gruppi

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LUCCA. Sono 255 in tutta la provincia. Sono i profughi richiedenti asilo presenti sul territorio. I numeri, aggiornati a ieri, cambiano di giorno in giorno, in continuità con gli arrivi. Che per alcune settimane sono stati quotidiani, in altre più sporadici. Anche se, assicurano dagli uffici comunali e dalle stanze della prefettura, la situazione è sotto controllo. Piccoli gruppi di massimo 15 persone, ospitati in case, appartamenti e centri di accoglienza, gestiti da Misericordie, agriturismi, cooperative sociali e associazioni di volontariato. Ecco il "modello Toscana" dell'accoglienza che resiste nonostante tutto, proprio perché si basa sul principio della distribuzione a tappeto su tutto il territorio delle province. Ecco il modello che si replica a Lucca e in tutti i comuni che compongono la nostra provincia. «È dimostrato - spiega l'assessore Antonio Sichi - che se spalmiamo gli arrivi su tutto il territorio di problemi non se ne creano. Se si concentrano in grandi e dispersive strutture diventa un delirio. Anche qui la scelta è piccoli gruppi disseminati e l'obiettivo è coinvolgere sempre più enti nell'accoglienza. Proprio ieri, per esempio, abbiamo tenuto una riunione in comune con tutti gli operatori del terzo settore di Lucca per studiare progetti che sempre più possano impegnare i migranti in lavori socialmente utili. Dalla cura del verde alle opere di pulizia, l'idea è quella di valorizzarli in qualcosa di concreto e di positivo per l'intera città».

Al momento sono undici i comuni ad aver organizzato la rete per l'accoglienza: l'ultimo ad essersi seduto al tavolo della prefettura, di cui il comune di Lucca è l'ente capofila, è Castelnuovo, che ha preso in carico 4 profughi.

«Il tavolo è strategico e l'obiettivo di Palazzo Orsetti e della prefettura è lo stesso: invitare i territori mancanti a fare la propria parte, perché questa emergenza si gestisce in modo serio ed efficace solo se siamo in tanti e siamo uniti. Si tratta sempre di micro nuclei, grandi concentramenti non ne vogliamo».

Tuttavia non sono mancati tentativi dai piani alti in questo senso, Sichi non lo nasconde. «Mi hanno telefonato dalla Regione per sondare la possibilità di utilizzare grandi immobili, come l'ex ospedale psichiatrico di Maggiano o il presidio Asl di Carraia per accogliere i migranti: la risposta è sempre stata negativa da parte nostra, perché in luoghi del genere potrebbero essere ospitate anche duemila persone... Poi come si fa a gestirle? Questa per noi è anche garanzia di maggior controllo, anche su chi deve gestire i migranti: nei grandi numeri si infiltra più facilmente il malaffare».

Ad oggi a Lucca sono 63 i richiedenti asilo accolti, gestiti dal consorzio So&Co., dal GVAI, dal Ceis, dal gruppo Giovani e Comunità; a questi se ne sommano 30 ospitati nella tensostruttura della Croce Rossa alle Tagliate: è dove i migranti ricevono la prima accoglienza, i primi controlli sanitari, le prime cure. Poi vengono smistati nelle strutture del territorio. Seguono Gallicano con 42 ospiti, Camporgiamo con 33, Bagni di Lucca con 41, Capannori con 29, Fabbriche di Vergemoli con 16, Camaiore con 13, Coreglia con 6, Viareggio con 6, Porcari con 5, Castelnuovo con 4. E gli abbandoni? Ci sono anche quelli: 255 sono i migranti attualmente presenti, ma nei mesi scorsi ne sono arrivati più del doppio. La metà dei quali fuggiti dopo poco essere stati sistemati nelle strutture, in cerca di una strada per raggiungere altre città e altri paesi.

Nadia Davini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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