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I miei luoghi del cuore? Lugliano e le piazze di Bagni e Ponte
L’ex sindaco, politico, insegnante e poeta Mario Lena ricorda i posti che più lo commuovono della Val di Lima
BAGNI DI LUCCA. «E' Bagni di Lucca nel suo complesso il mio posto del cuore». Risponde così, Mario Lena, alla domanda su quali siano i posti affettivi a lui più cari, richiamati alla mente dalla raccolta fotografica de Il Tirreno.
Lena non ha bisogno di presentazioni: a Bagni di Lucca, e non solo, è amato da tutti perché come afferma «ho voluto bene a tutti». Insegnante per circa trent'anni sul territorio, matematico e amante della fisica, sindaco per dieci anni nel periodo dal 1960 al 1970, dirigente del Psi provinciale, poeta, scrittore ha sempre trasmesso la sua una grande carica umana.
Ha spaziato con successo nel campo didattico e letterario e oggi ha al suo attivo 22 libri. Il ventitreesimo uscirà entro la fine dell’anno e si tratta di un lavoro sulle emozioni, sul sentire all’interno di ciascuno di noi e su come influisca sull’individuo il mondo esterno.
Lena ama il territorio che ha conosciuto a fondo e che ha ampiamente descritto nelle sue fatiche letterarie; Bagni di Lucca ricambia questo sentimento riconoscendo il grande impegno da lui svolto per tutta la vita per il suo paese.
Al Tirreno l’ex sindaco dice che sono cinque i suoi “luoghi del cuore”.
Su tutti la piazza di Ponte a Serraglio, la più amata, testimone dei passaggi della sua vita: dai giochi di bambino alle prime amicizie adolescenziali, dai suoi primi comizi ai riconoscimenti ricevuti. Seguono il paese di Lugliano, frazione collinare amata fin da ragazzo dove poi ha iniziato il percorso dell'insegnamento, la piazza del Circolo dei Forestieri che considera un tutt'uno col Teatro Accademico e il Prato Fiorito con la zona circostante. Luoghi da lui descritti anche nelle sue opere, che ha vissuto e amato insieme alla adorata compagna di tutta la vita, Nada, ed ai figli Luca e Andrea.
La piazza di Ponte a Serraglio. «Da bambino – racconta Lena – la ricordo quando, in essa, nelle sere dei sabati estivi la banda musicale teneva i suoi concerti. La piazza si riempiva di gente. Nella banda suonava anche mio padre che poi a casa mi ripeteva, canticchiando, le arie e le sinfonie che più mi piacevano.
«Da giovane e oltre, continuai a frequentare la piazza, trascorrendo lunghe serate e imparando a giocare a scacchi col signor Parducci, un caro amico. Questo gioco mi appassionò per anni, fino al punto poi di fondare il Circolo degli scacchi “Il pedone”.
«Più tardi (dai 30 ai 50 anni) la piazza ospitò molti miei discorsi politici per il socialismo, alcuni dei quali, indimenticabili.
«Ed ora, ormai abbondantemente in pensione, ha accolto una pietra di marmo con una mia breve poesia per conto di amici italiani e stranieri e ufficializzata dall'amministrazione comunale e dal sindaco».
Lugliano. «Da ragazzo – prosegue l’ex sindaco – salivo spesso percorrendo la mulattiera con mio padre, la domenica, a far merenda. E di lassù, dove potevo passeggiare libero e indisturbato, ammiravo il panorama del Fondovalle, con il Colle in mezzo, la Villa e il Ponte a Serraglio ai lati e il fiume Lima che scorreva verso Fornoli.
«Poi, più grande, maestro alle prime armi, insegnai alle cinque classi elementari, incaricato per tutto l'anno scolastico 1944-45, nella bella casa dell'amico carissimo Corrado Ambrogi (studente universitario). Un amico che poi (quindici anni dopo) ebbi come compagno di lavoro quando, nel 1960, mi trovai sindaco del Comune e Corrado era il nostro esattore e tesoriere. Si lavorò insieme per dieci anni con grande accordo e reciproca stima.
«Ed ora, dove uno dei miei figli ha comprato una casa ed è andato a stare con la famiglia, vado ogni tanto anche per incontrare tanti amici. Ed anche ammirando il panorama sempre bello».
Piazza del Circolo dei Forestieri e il Teatro Accademico. Un po' tardi, già giovane maturo, il luogo più caro per Lena è stato ed è la piazza del Circolo dei Forestieri con, accanto, il Teatro Accademico.
«La piazza, con i suoi grandi platani che incrociavano i rami alti a cupola, era una grande architettura naturale, alla quale il Comune dette una mano, con l'aiuto e il talento disinteressato dell'amico architetto Alberto Betti, rimodellandone il profilo di base, con la costruzione di una vasca e di una fontana nuova: la vasca di Atteone.
« Il teatro è stato, poi, per me (e lo è ancora) un grande luogo del cuore. Ricordo le commedie del Cul (Circolo Universitario Lima) delle quali ero attivo compositore e attore; le recite scolastiche delle quali ero scrittore e animatore; i vari interventi cittadini politici, sociali e culturali.
« E, negli ultimi venti anni, le prime presentazioni di diciotto dei miei ventidue libri pubblicati».
Il Casinò municipale. «Qui, da ragazzo, partecipavo alle feste di carnevale nel giorno dei giovanissimi e delle maschere, accompagnato da mia madre. E ritrovavo e giocavo con i compagni di scuola e azzardavo i primi incontri pubblici con le mie carissime infantili prime amichette – aggiunge Lena –. Più tardi, da sindaco, preparai e partecipai a molte giornate importanti.
«Al Casinò poi (non molti anni fa) fondai il Circolo (scuola di poesia) "L'occhio di Erato" con oltre 200 iscritti e con l'intervento di critici e poeti del Gran Caffè letterario Le Giubbe Rosse di Firenze. Nel 1978, fu presentato dal prof. Puccetti il mio primo libro, "Resistere", e in successione il secondo e il terzo».
Bagni di Lucca. Ma ampliando l'orizzonte, l’ex sindaco ritiene il suo autentico e completo luogo del cuore tutta Bagni di Lucca, «con i suoi monumenti architettonici (il Ponte del Nottolini a Fondi è il più rilevante) e le sue frazioni montane ricche di chiese romaniche notevoli.
«Cito per esempio il busto di Dante Alighieri a Montefegatesi, la chiesa di S. Cassiano di Controni, la chiesa di Corsena, le pievi di Controni e di Monti di Villa, il cimitero degli Inglesi. E si potrebbe continuare con il cuore gonfio di ricordi.
«Voglio ancora ringraziare questo paese montano, tutta la Valle del fiume Lima, tutte le colline e tutti i monti preappenninici e appenninici con il cuore particolarmente rivolto a quelli più significativi: il Prato fiorito, il Mosca, le Tre potenze, il Rondinaio e insieme lo straordinario Cavalone-Calle: l'orrido di Botri».
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