Italia
Diversificare per avere più risorse
Premiante la strategia negli investimenti della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, ora presa ad esempio
LUCCA. Diversificare per salvaguardare il patrimonio, cercando di evitare accumuli di partecipazioni bancarie che, di questi tempi, sono piuttosto pericolose e rischiano di erodere il patrimonio.
Gli esempi negativi non mancano, a partire dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena, per arrivare a quella Carige, due situazioni ben precise, fino a poco tempo fa legate a doppia mandata con la banca conferitaria, che nel giro di poco si sono ritrovate travolte dagli eventi e profondamente indebolite. Situazioni che finora non hanno travolto le due fondazioni bancarie di casa nostra, che hanno iniziato già da tempo la vendita delle azioni della banca di origine. Il caso più conosciuto è quello della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca che nel 2005, sotto l’allora presidente Giurlani decise di disimpegnarsi totalmente dalla Cassa di Risparmio di Lucca vendendola a Bipielle, un’operazione che poi in San Micheletto è stata confermata nel 2005 dal presidente Cattani che decise di esercitare la “put”, l’opzione con cui si acquista il diritto di vendere un titolo a un dato prezzo, e di comprare le azioni del Credito Bergamasco. Proprio quell’intuizione, che per anni ha assicurato buoni dividendi, ha poi riconsegnato alla Fondazione il 2,5% del gruppo Banco Popolare come contropartita del concambio nel momento in cui il Credito Bergamasco è stato inglobato nel Banco Popolare. La fondazione guidata dal presidente Arturo Lattanzi detiene inoltre il 20% della Banca del Monte, la stessa quota detenuta dalla Fondazione Banca del Monte, mentre il restante 60% dell’istituto di credito cittadino è nelle mani di Banca Carige. L’obiettivo dei partecipanti al convegno è sempre quello di salvaguardare le fondazioni che rappresentano sempre più un presidio di democrazia, rappresentando i cosiddetti corpi intermedi tra stato centrale e società civile. La descrizione è del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi che, nel suo saluto iniziale, ha voluto sottolineare gli ottimi rapporti che la Regione ha avuto in questi anni con la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, definita «un esempio che mi piacerebbe estendere a tutte le altre fondazioni presenti nel resto della Toscana». Rossi ha spiegato che l’accordo siglato con la fondazione lucchese prevede quello che ha definito “un gioco al raddoppio” secondo il quale se la Regione interviene con un milione di euro, un altro milione lo mette la Fondazione e viceversa. «Questo pacchetto condiviso – ha precisato – ha portato a Lucca e in provincia a compiere investimenti per circa 50 milioni di euro e sta dando risultati interessanti. Si tratta quindi di un moltiplicatore economico che va a beneficio dei cittadini e per il benessere complessivo della collettività». Infine la raccomandazione a non disperdere ma a concentrare le risorse. «Per far questo serve un rapporto tra istituzioni e fondazioni per metterci in grado di promuovere innovazioni positive per le nostre comunità. E la Regione vuol essere partecipe di progetti condivisi».
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