Il dolore
Tacito, incubo al Classico Meno tensione al Vallisneri
La versione di latino della maturità è giudicata davvero ostica dagli studenti Pià abbordabili le prove di inglese per il linguistico e di matematica per lo scientifico
LUCCA. «Tacito è stato un incubo». La frase è ricorrente e nei gruppetti di ragazzi e ragazze che si sono formati di fronte al portone del “Machiavelli” è lo sconforto a prevalere. Di bocca in bocca e, soprattutto, di cellulare in cellulare, la versione di Tacito, “Ultimi giorni di Tiberio”, oggetto della seconda prova di maturità, viene scomposta e rimontata, analizzata in ogni suo dettaglio.
«Il clima è un po' teso – racconta Kevin Spagnolo – Da quello che ho sentito non è andata troppo bene in generale. Si parlava di Tacito, ma fino all'ultimo speravamo che non uscisse. Personalmente l'ho trovata abbastanza difficile, è stata una brutta sorpresa per molti di noi, compreso me. Ho visto i miei compagni abbastanza delusi e anche io non sono soddisfatto: ho lasciato dei buchi, vedremo».
«Ho sbagliato verbo, ho sbagliato verbo, come si fa?», ripete sconsolata una ragazza, mentre si confronta con un'amica. Tacito, che non usciva alla maturità dal 2005, è considerato di solito un autore difficile e non sembra aver aiutato moltissimo la piccola descrizione del contesto che per la prima volta quest'anno il Miur ha deciso di introdurre come cappello della versione. Eccola: «Un famoso medico, tastando il polso dell'imperatore Tiberio, ne pronostica la fine imminente: dopo pochi giorni l'imperatore viene creduto morto. Mentre Caligola inizia a gustare le primizie del potere, improvvisamente Tiberio si riprende...».
«La versione era difficilissima e lunghissima – sbottano Annachiara, Charlotte e Alice – 17 righe di testo, un'infinità. Poi Tacito è un autore complicato, durante l'anno ci siamo esercitate anche con i suoi testi, ma fino all'ultimo speravamo che non uscisse». Non manca però chi sorride e, mentre distribuisce ciliegie ai suoi amici per rincuorarli, ammette la sua soddisfazione. «Non so se dirlo oppure no – spiega Elena Amato – però mi ritengo contenta di come è andata. È stata dura, è vero, l'inizio e la fine erano facili, il pezzo centrale parecchio ostico, però l'ho tradotta tutta e a confrontarmi con gli altri mi pare di aver scritto in modo corretto».
Maggiore distensione, invece, si trova al liceo scientifico “Vallisneri”, dove alla spicciolata stanno uscendo gli studenti del linguistico e delle scienze applicate. I primi alle prese con un articolo in inglese tratto dal “The Guardian”, i secondi con un problema matematico da risolvere attraverso vari quesiti. «Il testo in inglese era fattibile, ci sentiamo tranquille», ammettono Letizia Fuppi e Chiara Pennacchi del linguistico. «Pensavo peggio – dice Federico Landi delle scienze applicate – Avevo paura che il problema fosse più complicato, invece sono soddisfatto di come è andata». L'esame di quest'anno ha visto anche il debutto degli indirizzi della riforma delle superiori targata Gelmini. Particolare interesse per il “debutto” dei licei coreutico e musicale: qui sono state materia di seconda prova tecniche della danza al liceo coreutico e teoria analisi e composizione al musicale. Fra le materie scelte per i tecnici ci sono economia aziendale nell'indirizzo amministrazione, finanza e marketing; inglese nell'indirizzo legato al turismo. Fra le materie scelte per gli istituti professionali ci sono psicologia generale e applicata per l'indirizzo servizi socio-sanitari; scienza e cultura dell'alimentazione per l'indirizzo servizi per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera.
Nadia Davini
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