Il Tirreno

Lucca

Gesam in cerca di un finanziatore

di Luca Cinotti
Gesam in cerca di un finanziatore

Indispensabile per partecipare alla gara per la rete

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LUCCA. Una partita grande, sull’ordine dei 150 milioni di euro. Troppo grande per Gesam, che dovrà trovare un partner nella futura gara per aggiudicarsi al rete di distribuzione del gas. Ma è proprio sulla natura di questo partner che il match è ancora tutto da giocare. Ed è un match dal cui esito dipende il ruolo e l’influenza che Gesam (e il Comune) potranno avere nel delicatissimo settore della distribuzione dell’energia, che interessa direttamente le tasche dei cittadini e delle imprese.

Di questo sentiero stretto, strettissimo, si è parlato ieri mattina nella seduta della commissione partecipate allargata all’assessore Giovanni Lemucchi, all’amministratore unico di Lucca Holding Andrea Bortoli e ai presidenti di Gesam spa Ugo Fava e di Gesam gas e luce Giovanni Iacopetti. Commissione convocata per fare il punto sulla scissione Gesam, che porterà - fra l’altro - alla creazione di Gesam Reti, società partecipata al 50 e spiccioli dalla Holding e a poco meno del 50 da Toscana Energia, con il compito di partecipare alla gara per le reti.

L’operazione di scissione va avanti, come ha spiegato il presidente Fava: «Il cda ora deve predisporre il progetto, che poi sarà pubblicato. Per far questo stiamo individuando tutti i nostri asset, come il personale e i mezzi per decidere come trasferirli nelle nuove società». Ma soprattutto, vanno avanti gli incontri riservati con Toscana Energia (ora socio in Gesam spa al 40%) e con altri soggetti per la gara. Il valore delle reti in provincia, infatti, è valutato fra i 100 e i 200 milioni. Una cifra che - Fava è stato chiaro - Gesam non ha. A questo punto si aprono più strade. La prima sarebbe quella di chiedere un finanziamento per partecipare “in proprio”. Percorso complicato, visto che la rendita dell’investimento è certa sola per i primi tre anni (su dodici). Da qui nasce l’obbligo di trovare un partner con il quale rispondere al futuro bando (che sarebbe previsto a settembre, ma che probabilmente slitterà). Una possibilità Gesam ce l’ha “in casa”. Si tratta di Toscana Energia, che porterebbe in dote il 60% delle reti in provincia, unendo al 37-38% di Gesam. A questo punto, però si porrebbe il problema di finire in minoranza nella nuova società. Un punto che è stato sottolineato anche dal consigliere Lucio Pagliaro.

«In realtà questo non è scontato - spiega Fava -, perché si può fare un aumento di capitale per restare maggioranza. Se invece non si vuole pagare, ci devono essere tutti i presìdi per mantenere sul territorio il più possibile». Non a casa negli uffici di Gesam si sta lavorando proprio a queste garanzie, come l’inserimento nello statuto che la nuova società conserverà la sua sede a Lucca.

Più in generale, tuttavia, la scelta di un partner industriale ha un altro problema, sintetizzato da Fava: «Il privato che opera nel settore se mette soldi per investire poi vuole comandare, sarà invasivo nella governance». Per questo Comune, Holding e Gesam stanno vagliando anche un’altra possibilità. Quella di individuare un partner non industriale ma finanziario (ad esempio un fondo di investimento “chiuso”), che si “limiti” a riscuotere la rendita dell’investimento ma che - non avendo il “know how” nel settore non imponga i propri dirigenti e la propria linea. I contatti sono in corso anche se, come ha spiegato Bortoli, «non è facile condurre trattative private avendo poi il dovere di essere trasparenti in quanto partecipati dall’ente pubblico». La trattativa, comunque, dovrà giocoforza trovare una quadra, se Gesam vuole continuare ad avere un ruolo nel settore. E se, come ha specificato il presidente Fava, «il nostro compito è non farsi scippare da nessuno il valore dell’azienda».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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