Il dolore
Fondazioni bancarie, argine alla crisi
Impossibili opere pubbliche e interventi di sostegno nell’imprenditoria e nel sociale senza il supporto di questi soggetti
LUCCA. Due giorni da capitale dell’economia e della finanza italiana in cui decidere l’assetto futuro che dovranno avere le fondazioni, troppo spesso alle prese con una natura duale tra la loro origine bancaria e l’obiettivo della beneficienza prevista da statuto. Una riunione degli stati generali nel complesso di San Francesco che ha portato a Lucca 550 giornalisti e l’intera stampa nazionale per registrare quella che potrebbe essere una svolta epocale per questo tipo di enti. “Coesione, sviluppo, innovazione”, questo il tema all’ordine del giorno della discussione e già prima delle 10 ieri mattina in San Francesco si respirava un’aria di fermento, con tanti big della politica nazionale a prendere la parola.
L’apertura è con un telegramma inviato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha apprezzato il protocollo d’intesa tra tesoro e fondazioni portando all’adeguamento dei principi guida di investimento e di governance. Poi è il turno del presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca Arturo Lattanzi che ha spiegato come «nel quadro attuale in cui ci troviamo ci aspettiamo che le fondazioni puntino a realizzare nuove e migliori condizioni di benessere delle comunità, attraverso la creazione e il potenziamento di reti di sostegno, rafforzando il coinvolgimento nella vita collettiva di fasce sempre più ampie della popolazione». Un obiettivo ben delineato ma non sempre facile da realizzare. «E’ da questa consapevolezza – prosegue – che la nostra fondazione negli ultimi anni ha avviato un confronto costruttivo con le principali istituzioni e rappresentanze territoriali, per la conoscenza dei problemi e per la ricerca di soluzioni e di progettualità condivise». Il ruolo della sussidiarietà è condiviso più che mai anche dal sindaco Alessandro Tambellini: «Sul nostro territorio abbiamo la Fondazione Banca del Monte, più attente alle questioni che hanno un’impronta sociale e alle attività del territorio, e la Fondazione Cassa di Risparmio che ha una visione amplissima con azioni importanti per il mantenimento dei monumenti, attenzione al sociale e attività in altri settori. Le fondazioni sono elementi sussidiari nella vita dei territori e per certi versi insostituibili. Ogni anno negli ultimi anni hanno erogato tra i 26 e i 32 milioni di euro, un innesto del quale non avremmo potuto fare a meno sia in termini economici, sia di coesione sociale».
Sono tutti d’accordo quindi nel dire che non si può prescindere dal ruolo delle fondazioni bancarie. Per questo il viceministro dell’Economia Enrico Morando ha spiegato che gli investimenti a sostegno dell’economia reale dovrebbero poter avere un minore prelievo fiscale anche per le fondazioni bancarie, così com’è già previsto per i fondi pensione integrativi.
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