Il Tirreno

Lucca

Prof escluso, il Tar gli dà ragione

Si era visto espulso dalle graduatorie per un problema tecnico del ministero

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LUCCA. Un disguido nel sistema telematico del Ministero dell’istruzione e un precario, docente di educazione fisica, si è visto cancellato dalle graduatorie a esaurimento per immissioni in ruolo e supplenze. Per vedersi reintegrato ha dovuto ricorrere al tribunale amministrativo. Che gli ha dato ragione ma che non ha ancora “sanato” la sua posizione, visto che per intervenire sulle graduatorie dell’ufficio scolastico provinciale (l’ex provveditorato) serve una pronuncia del giudice del lavoro.

Storia dal vago sapore kafkiano, quella del signor Mario Cittadini, che dal 2004 è iscritto nelle graduatorie ex permanenti (ora a esaurimento) per l’insegnamento dell’educazione fisica nelle scuole medie e superiori. Lo scorso anno, quando ha dovuto “aggiornare” la propria posizione, ha utilizzato il portale telematico del Miur, inviando la richiesta entro il termine del 17 maggio. Dopo qualche giorno è venuto a conoscenza che il sistema aveva avuto dei problemi tecnici. E quindi aveva presentato la domanda, questa volta in forma cartacea, il 23 maggio. Il professor Cittadini credeva, allora, di essere in una botte di ferro: proprio il ministero, infatti, con una nota del 30 maggio, aveva preso atto delle difficoltà e aveva giudicato accettabili anche le domande arrivate in forma cartacea purché presentate entro il 23 maggio. La sorpresa - amarissima - è arrivata in estate, quando il professore si è visto “depennato” dalle graduatorie definitive e ha quindi deciso di fare ricorso al Tar.

I giudici amministrativi prima hanno accolto la sua richiesta di sospensiva, poi gli hanno dato ragione nel merito “cancellando” la parte del decreto ministeriale sull’aggiornamento che farebbe decadere chi non presenta la domanda. Secondo i giudici, infatti, la volontà di rimanere nelle graduatorie si è ormai consolidata e vale il principio di “reinserimento” che deriva dalle vecchia liste permanenti. Tuttavia, per avere del tutto soddisfazione, Cittadini dovrà rivolgersi al giudice civile: solo lui, infatti, può intervenire sulla composizione delle graduatorie, visto che il rapporto di lavoro viene visto come ormai «privatizzato».

Luca Cinotti

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