Sicurezza
La Flory Cart è salva sospiro di sollievo per i 23 dipendenti
Il tribunale fallimentare omologa il concordato preventivo Adesso Il ramo commerciale passa all’EuroVast di Toringo
TASSIGNANO. Sospiro di sollievo per i 23 dipendenti della Flory Cart di Tassignano - storica azienda della Piana fondata nel 1972 e legata alla produzione e alla lavorazione della carta igienica - che potranno mantenere il loro posto di lavoro. Il tribunale fallimentare (presidente Giulio Giuntoli, giudice relatore Giacomo Lucente e giudice Carmine Capozzi) ha dato l’okay all’omologa del concordato preventivo della cartiera localizzata in via del Rogio respingendo, poichè viene ritenuta infondata, l’opposizione proposta dai creditori HB Transport Lagerhouse GMBH, Unipol Banca spa e Cartiera Giusta srl. I tre creditori ritenevano inesatte e lacunose le informazioni fornite sui crediti commerciali da riscuotere indicate nel piano concordatario per 3,8 milioni lamentando che a un anno dal deposito dell’istanza erano stati incassati soltanto poco più di 300mila euro. Successivamente però il tribunale - attraverso il commissario giudiziale Donato Bellomo - ha rilevato che nell’aprile scorso sono stati incassati ulteriori crediti per complessivi 1,1 milioni di euro ed è ancora in corso una vertenza, con tanto di sequestro conservativo delle somme predisposto dal tribunale olandese, con il colosso della grande distribuzione Albert Heijn che dovrebbe portare una cifra compresa tra i 600mila e il milione e mezzo di euro.
La situazione attuale. Il lavoro puntuale dello studio degli avvocati Cattani è stato decisivo per il buon esito del concordato. Stimato in 3,5 milioni il valore del capannone che verrà venduto alla EuroVast spa di Vincenzo Romano con sede a Toringo, una multinazionale del settore tissue che distribuisce l’80% del prodotto alle grandi industrie. Al momento all’EuroVast è stato ceduto in affitto (48mila euro annui il costo del canone) il ramo d’azienda della Flory Cart legato al settore commerciale (sfruttamento del marchio) mentre il ramo d’azienda produttivo è detenuto dalla Flory Cart 2.0 riconducibile ai vecchi proprietari Simone e Renzo Ghilarducci (120mila euro il canone di locazione). Il concordato infatti, attraverso la cessione dei rami d’azienda, si prefigge di preservare la continuità aziendale con l’incasso dell’affitto delle ditte locate nel capannone di proprietà della Flory Cart srl. Un’attività svolta in monocommittenza. Vale a dire che Flory Cart 2.0 ha come datore di lavoro l’EuroVast.
Stato passivo e creditori. Il commissario giudiziale ha verificato che lo stato passivo ammonta a 24,5 milioni di euro mentre le attività sono pari a 10,5 milioni di euro. Il piano concordatario omologato dal tribunale prevede il pagamento integrale (3,4 milioni) entro un anno dall’omologa dei creditori privilegiati mentre i chirografari dovranno accontentarsi di un massimo del 34 e un minimo del 26% (4,7 milioni).
Nomina del liquidatore. I giudici del tribunale fallimentare hanno nominato come liquidatore giudiziale il dottore commercialista Giovanni Mei che affiancherà il commissario giudiziale e fisicamente farà l’attività liquidatoria (firma per le procedure di vendita dal notaio). Una figura che, d’ora in avanti, per ogni omologa concordataria verrà nominata dal tribunale accanto a quella del commissario che deve vigilare sulla correttezza dell’esecuzione del piano.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
