Il Tirreno

Lucca

accusato di falsità ideologica

Assolto l’oculista Parpinelli

Stessa sentenza per la centralinista cieca imputata di truffa

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LUCCA. Assoluzione piena per la centralinista accusata di truffa aggravata ai danni dello Stato e per l'oculista che le aveva firmato un certificato di cecità assoluta.

Nel primo pomeriggio di ieri a Pisa il giudice Raffaella Poggi ha assolto Lorella Barbuti, 56 anni, di San Giuliano Terme, e l'oculista Angelo Parpinelli, 65 anni, lucchese ma con studio professionale a Viareggio.

Assistito dagli avvocati Roberto Sacchi e Massimo Giannoni, il professionista doveva rispondere di falsità ideologica.

Anche il pm, Giovanni Porpora ne aveva chiesto l'assoluzione.

Per l'altra imputata, invece, la requisitoria si era conclusa con una richiesta di condanna a 3 anni. Probabile il ricorso in appello una volta lette le motivazioni della sentenza.

Handicap visivo. Loretta Barbuti, assistita dall'avvocato Marco Guercio, non era una falsa cieca. Le accuse a suo carico erano quelle di aver aggravato una patologia visiva acclarata per poter usufruire dell'indennità di accompagnamento. La centralinista, affetta da retinite pigmentosa degenerativa, fin da bambina ha seri problemi di vista. Ma, nell'ipotesi della Procura avrebbe prodotto un falso certificato per attestare un aggravamento del suo già precario stato di salute visivo. Il conto delle presunte indebite percezioni venne calcolato dalla Guardia di finanza dal 2003 fino al maggio 2013: 66.000 euro circa. Ogni accusa è caduta con il verdetto pronunciato ieri pomeriggio. Nessuna truffa ha stabilito il tribunale. Quell'indennità era legittima e andrà ripristinata, con il pagamento degli arretrati.

Il video. Nel corso delle indagini, oltre a una perizia medica, il sostituto procuratore si era avvalso anche di riprese video girate dai finanzieri. Le immagini ritraevano la donna mentre leggeva un giornale, andava da sola al bar camminando su tacchi alti, saliva le scale, ballava su un palco e si muoveva nel negozio di abbigliamento del marito nella scelta dei capi.

La difesa. La centralinista ha sempre sostenuto che quelle immagini erano fuorvianti e potevano trarre in inganno uno spettatore poco accorto. Su quel video Lorella Barbuti nel corso di una conferenza stampa spiegò come riusciva a muoversi con apparente disinvoltura. Per la lettura del giornale, disse, si aiutava con un ausilio per ingrandire le lettere. L'iPad veniva usato con la sintesi vocale.

«Riesco ad andare al bar da sola perché ormai conto i passi e gli scalini - chiarì la centralinista -. Negli ambienti che conosco bene non ho bisogno di aiuti particolari. Il ballo poi mi è sempre piaciuto e ho avuto un'insegnante bravissima». Barbuti ricordò che la commissione medica Asl nel 2003, quella del ministero del Tesoro e nel 2011 anche l'Inps in fase di revisione delle pensioni di invalidità «avevano certificato la cecità assoluta».

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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