Attenzione
Degrado all’ex ristorante Solferino
La denuncia degli abitanti: nessuna manutenzione e noi subiamo danni
LUCCA. I tempi nei quali ai suoi tavolini sedeva il jet-set internazionale e anche qualche testa coronata (come la regina madre di Gran Bretagna) sono ormai consegnati alla storia della gastronomia, lucchese e non solo. Oggi del ristorante Solferino a San Macario in piano non rimane che un rudere. Che crea anche problemi e spese a chi si trova ad avere immobili nella zona.
A denunciarlo è Alessandro Allegrini, che insieme ad altri abitanti della zona di via delle Gavine da tempo si preoccupa della condizione dell’immobile, dopo l’abbandono dell’attività fondata e gestita per anni dalla famiglia Gemignani.
«Sono più di tre anni - spiegano - che non vengono a eseguire manutenzione». Lo stabile è finito in una procedura esecutiva ed è “in mano” al Tribunale di Lucca che si occupa della sua vendita. Vendita che però, al momento, ancora non è avvenuta. E così, mancando un vero e proprio nuovo proprietario che avrebbe l’interesse a recuperare il complesso, il tutto rimane alla mercé del degrado e non solo. Sì, perché negli anni molto materiale si è accumulato nella zona, portato da chi ha scambiato l’ex ristorante per una sorta di discarica a cielo aperto.
Al punto che Allegrini, insieme ai vicini, ha messo un telo verde per impedire che l’accumulo di materiale si accresca ulteriormente.
Ma i problemi che i cittadini si trovano ad affrontare con questo vicino “ingombrante” non finiscono qui. Proprio Allegrini spiega infatti che le pessime condizioni dell’ex ristorante fanno sì che la pioggia entri dentro un edificio confinante di sua proprietà: «Ormai va avanti da più di tre anni e i danni stanno sempre aumentando. Alla fine sono riuscito a fare un sopralluogo, ma ho saputo che per far riparare i danni dovrò rivolgermi a un avvocato, dovendo così sostenere ulteriori spese».
Come detto l’ex ristorante, chiuso ormai da oltre quindici anni, è finito nel mezzo di un’esecuzione. All’ultima asta ristorante, appartemento e magazzino sono stati messi in vendita a una base d’asta di circa 400.000 euro. Ma nessuno si è presentato e così non si è ancora trovato un acquirente. E, intanto, i disagi per i vicini (e per tutto il paese in generale) è destinato a continuare a tempo indefinito.
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