La manifestazione
Vandali e abbandono E il parco è una discarica
Il triste declino dell’area verde lungo via del Popolo a un passo dal municipio A causa di degrado e cattive frequentazioni le famiglie non la usano più
CAPANNORI. Jungla. Palude. Discarica. Curiosamente, parlando con i cittadini che abitano nelle vicinanze, l’unica parola che non viene utilizzata per riferirsi al parchetto di Capannori è, per l’appunto, “parco”. E non è difficile comprendere le ragioni di questa omissione collettiva: infatti da anni l’area verde, situata nella centralissima via del Popolo ad un passo dalla chiesa e a due dalla sede comunale, versa in uno stato di inarrestabile degrado.
Le ragioni di un tale abbandono sono facili da immaginare: un tempo, infatti, questa area era il centro delle numerose attività culturali estive della amministrazione grazie anche alla vicinanza con la vecchia sede della biblioteca comunale. Peccato che, ad un certo punto, tutto sia stato dislocato altrove in sedi più adeguate, come il centro culturale Artemisia o Arté: una scelta senza dubbio felice per la biblioteca stessa e per la sua utenza. Ma la conseguenza involontaria di tale trasferimento è stata l’inizio di un lento ma inesorabile declino per il parco.
L’azione della natura e dei vandali si sono sommati nel tempo trasformando l’area in un posto decisamente poco ospitale: ovunque ci si giri si vedono graffiti più o meno volgari, immondizia, erba alta ed incolta, arredi urbani gravemente danneggiati. Di una menzione particolare sono degni la fontana e il laghetto, ormai ridotti a cloache a cielo aperto e il vecchio auditorium, che presenta vistose voragini nella struttura in cemento armato e le cui panche sono perlopiù distrutte o gravemente rovinate. Una situazione, insomma, che l’amministrazione comunale non pare in grado di fronteggiare, dal momento che le uniche attività di manutenzione (sicuramente non all’altezza), a detta dei residenti, sembrano consistere in un paio di sfalci dell’erba all’anno, di solito in occasione del concerto del primo maggio e in estate.
Pare poco produttivo anche l’investimento con cui nel 2014 l’amministrazione ha installato giochi per bambini nella parte nord del parco: «Abito qui di fronte da anni – dice la signora Annamaria Santini – e non ho mai visto nessuna famiglia giocarci durante il giorno. Come dargli torto, d’altra parte! Quel parco è solamente un ritrovo per i ragazzini, che vi si recano la sera e probabilmente sono gli autori dei danni alle strutture, e di altre persone poco rassicuranti». Ma ci sono anche altri problemi: «Io e la signora Annamaria – dice Renzo Galardi, titolare della omonima impresa di pompe funebri - siamo costretti, più volte all’anno, a chiamare a spese nostre ditte specializzate per sturare le canale di scolo delle nostre case, ostruite dalla caduta delle foglie degli alberi del parco lasciati crescere senza alcuna potatura. Monostante questa cosa sia stata fatta presente più volte alla amministrazionead oggi non è mai stato fatto niente».
Andrea Giorgi
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