Il Tirreno

Lucca

Matilde di Canossa rivive nella pieve di Casabasciana

di Emanuela Ambrogi
 Matilde di Canossa rivive nella pieve di Casabasciana

Tutta da scoprire la chiesa dei Santi Quilico e Giuditta, purtroppo priva di tetto Da non perdere anche la vicina Sala, con le sue tracce dell’epoca longobarda

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BAGNI DI LUCCA. Davvero tante le tracce della vita e delle gesta di Matilde di Canossa nel territorio di Bagni di Lucca, che sta incredibilmente perdendo l'occasione per valorizzare e sfruttare anche a fini turistici la fama di questo personaggio di cui ricorrono proprio quest'anno i nove secoli dalla morte. Da non perdere rimane in ogni caso l'itinerario proposto ancora una volta da Virgilio Contrucci, camerlengo della Vicaria Val di Lima che, con la sua associazione, si fa in quattro per offrire agli ospiti di Bagni di Lucca occasioni di svago e di cultura. A riportare alla figura di Matilde c'è anche, a Casabasciana, la bella pieve chiamata "pieve vecchia" dei Santi Quilico e Giuditta, di puro stile romanico. La sua edificazione è dovuta proprio alla volontà di Matilde di Canossa e fa parte della serie di chiese da lei fatte costruire insieme al conosciutissimo Ponte della Maddalena o Ponte del Diavolo a Borgo a Mozzano.

«La chiesa - spiega Contrucci - ha la facciata dal tetto a capanna, tre navate, ed è spoglia. Ha capitelli antropomorfici e ospita un fonte battesimale e i resti di un altro a immersione sul pavimento ricostruito circa quaranta anni fa. Il campanile, snello, è purtroppo privo del tetto da circa tre-quattro anni. E' anche questo di chiarissima impronta romanica». Il camerlengo invita poi a seguire il percorso tra le perle nascoste nelle frazioni collinari e montane del comune di Bagni di Lucca.

Dopo circa un chilometro e mezzo sulla destra della statale 12 c'è un bivio che indica la località Sala, nome di origine longobarda (luogo di incontro, di riunione). Si tratta di un piccolo borgo costituito da poche abitazione dove gli abitanti vivono in mezzo ai castagni. La leggenda racconta della presenza di elfi e fate nei boschi. Adiacente alla chiesa c'è la vecchia pievania con un sagrato rialzato. Contrucci consiglia di proseguire il percorso attraversando il bosco percorrendo la "mulattiera" medioevale che porta nella parte bassa della frazione di Casabasciana, proprio all'altezza dei lavatoi comunali rinascimentali completamente restaurati dagli abitanti del paese e dai soci della Associazione del Bosco Ceduo. In questo punto si arriva comodamente anche dalla strada rotabile, ma «il borgo di Casabasciana va assaporato e vissuto partendo dal fondo e risalendo fino alla parte alta dove si trovano i resti del castello all'altezza della chiesina chiamata del "murrotto", in stile rinascimentale, che è stata restaurata nel XVII secolo e che mostra uno splendido soffitto dipinto a cassettoni».

In paese colpisce la splendida piazza centrale, molto grande, di forma rettangolare, intitolata a Cavour, vero palcoscenico all'aperto. Questa piazza rappresenta uno dei punti più amati, conosciuti e frequentati dell'intero Comune. Qui si può vedere sotto la loggia il forno pubblico comunale e al lato opposto una lunga panca in pietra utilizzata nel tempo per assistere alle grandi partite di palla a mano che venivano disputate in paese fin dal Medioevo. Sopra la piazza, percorrendo la tipica strada maestra, tutta lastricata, si può ammirare una bellissima fontana, anche questa di epoca rinascimentale, dove è possibile bere acqua pura e cristallina. Lì vicino c'è la Pieve nuova costruita nel 1500 circa. Nell'interno è custodito il corpo di san Primo Martire, fanciullo dell'epoca romana: rivestito di cera in abiti preziosi in una teca dell' 800 , è collocato sotto l'altare centrale. Spicca maestoso il campanile di circa trenta metri di altezza, unico nella vallata a possedere il tetto a cupola. Nel tratto che va da Sala all'ingresso del paese lungo la strada è possibile vedere i resti della chiesa oramai diroccata e priva di tetto. È san Michele in Persiceto, anche questa longobarda. Possiede la particolarità di essere l'unica torre rotonda ancora in piedi nella Val di Lima.

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