Il Tirreno

Lucca

Sciopero compatto scrutini bloccati

di Nadia Davini

Adesioni al 90 per centro nelle scuole superiori della città In gran parte degli istituti la protesta continuerà oggi

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Adesione del 90 per cento allo sciopero degli scrutini. A comunicarlo, per le prime due giornate di mobilitazione, sono gli stessi sindacati della scuola che in queste ore stanno raccogliendo i dati istituto per istituto, impegnati da mercoledì con le valutazioni finali. Ad esclusione delle classi terminali (terza media e quinta superiore), le quali per legge non possono essere coinvolte dallo sciopero, nel resto delle sezioni la protesta ha raggiunto picchi altissimi, soprattutto alle superiori. I primi a incrociare le braccia sono stati, mercoledì 10, il “Vallisneri”, l'Isi “Machiavelli” (con il classico, il socio-psico pedagogico e il “Civitali), l'Itg “Nottolini”,l'agrario “Busdraghi”, l'Itcg di Porcari e la scuola media “Chelini” di San Vito. Tutti questi istituti hanno proseguito lo sciopero anche ieri e la maggior parte replicherà anche oggi: così l'Itc “Carrara”, il liceo artistico “Passaglia”, l'Iti “Fermi”, il “Giorgi”, gli istituti di Barga e Borgo a Mozzano e l'Istituto comprensivo Lucca 4 a San Marco. La mobilitazione, che rappresenta il secondo atto della protesta organizzata da tutti i sindacati della scuola, è stata indetta nei primi due giorni utili - in cui è possibile scioperare - calendarizzati dai singoli istituti. In Toscana, e quindi nella nostra provincia, la scuola si è conclusa mercoledì e la massima concentrazione di scrutini era prevista per ieri e per oggi, anche se la maggior parte delle riunioni è saltata e andrà riconvocata a partire da domani. E il pericolo che lo sciopero degli scrutini si accavalli agli esami di maturità è più che una semplice ipotesi. Per questa ragione qualche preside ha minacciato lunghe ed estenuanti riunioni anche in ore notturne o di domenica. Ma la cosa più probabile è che le operazioni di scrutinio delle classi intermedie si possano svolgere nei pomeriggi degli esami di stato: esami di maturità la mattina e scrutini il pomeriggio. E nonostante il superlavoro che si prospetta, la protesta non accenna a sgonfiarsi e lancia un segnale politico molto chiaro: i professori il disegno di legge firmato dal ministro Giannini insieme al premier Renzi non lo vogliono, lo respingono al mittente e ritengono che ci siano pochi spazi di miglioramento. «Andrebbe cambiata la filosofia di fondo che anima questa riforma – spiegano i sindacalisti – Il problema è che si vuole trasformare la scuola in un comitato aziendale, impoverendo la qualità della didattica, affidando ai dirigenti poteri enormi e introducendo sistemi di valutazione soggettivi e non oggettivi». «In tutte le scuole coinvolte dallo sciopero- spiega Rino Capasso dei Cobas - si sono registrate punte di adesione tra l'85 e il 90 per cento. All'artistico il dirigente vorrebbe convocare lo scrutinio per sabato sera alle 21,15, ma ci stiamo muovendo per evitare che questo accada». Per dire "no" al preside-sceriffo e ai finanziamenti alle scuole paritarie, gli insegnanti si sono organizzati. Perché per gli scrutini finali basta che sia uno solo a scioperare, giacché per svolgere lo scrutinio occorre che siano tutti presenti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web