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Incaba, ok al concordato aspettando Preziosi

Incaba, ok al concordato aspettando Preziosi

LUCCA. Spiraglio nella vertenza di Incaba, lo storico negozio di giocattoli con una sede sulla via provinciale a Camaiore e una a San Concordio. Il tribunale fallimentare ha dato il via libera all’amm...

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LUCCA. Spiraglio nella vertenza di Incaba, lo storico negozio di giocattoli con una sede sulla via provinciale a Camaiore e una a San Concordio. Il tribunale fallimentare ha dato il via libera all’ammissione al concordato dell’azienda finora in mano alla famiglia Paoli.

Un passaggio che apre prospettive importante e fa immaginare una futuro per i 12 addetti rimasti a lavorare nei due negozi. Soprattutto (anzi, solamente) se entro il 31 luglio arriverà da parte del tribunale il nulla osta all’acquisizione della società da parte della Giochi srl, azienda che fa capo al colosso del giocattolo guidato da Enrico Preziosi, che fra l’altro è anche presidente del Genoa calcio.

Questo, infatti, è il punto essenziale contenuto nel piano con il quale l’azienda ha chiesto di essere ammesso al concordato. Un punto d’arrivo che ha comportato scelte molto dolorose, che hanno ridotto nell’arco di due anni (quelli nei quali è scoppiata la crisi) la riduzione dei posti di lavori da 34 ai 12 attuali. L’ultima riduzione, di dodici unità, poche settimane or sono.

Massima è, in questo momento, l’attenzione da parte del sindacato su quello che sta avvenendo. «Ci auspichiamo - spiega Daniele Richetti della Filcams Cgil, che ha seguito tutta la vicenda - che arrivi al più presto l’ok del tribunale alla proposta di acquisti del gruppo Preziosi. Quando questo passaggio sarà effettuato, chiederemo un incontro con la nuova proprietà, per capire nel dettaglio qual è il loro piano industriale».

Il sindacato parte da un punto fermo: «I lavoratori attualmente in forza a Incaba dovranno transitare direttamente alla nuova società - spiega Richetti -. Ma noi auspichiamo anche che ci sia un vero e proprio rilancio, che possa portare all’assunzione di altre persone, a cominciare da quelle che sono uscite negli ultimi anni».

Il piano dovrebbe prevedere la sopravvivenza di entrambi i punti vendita: quello di San Concordio e quello, storico, di Camaiore che per moltissimi bambini (e non solo) di tutta la provincia è diventata negli anni una sorta di paese dei balocchi. (l.c.)

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