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Lucca

Chiuso ristorante cinese e sequestrati prodotti ittici

Chiuso ristorante cinese e sequestrati prodotti ittici

Intervento della polizia giudiziaria e dell’Asl al “Maki Maki” di Altopascio Per l’accusa i crostacei non erano conservati in modo conforme alle normative

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ALTOPASCIO. Settantotto chili di prodotti ittici e crostacei sequestrati dalla polizia giudiziaria e il locale dove si trovavano per essere cucinati al momento chiuso dagli ispettori dell'Asl per mancanza di requisiti di carattere igienico-sanitario.

Il blitz è scattato nei giorni 9 e 10 giugno al ristorante cinese «Maki Maki» in viale Europa ad Altopascio e nei guai è finito il gestore della taverna: Zhao Donglin, 29 anni, denunciato e finito nel registro degli indagati della procura della Repubblica con l’accusa di tentata frode in commercio. Ad intervenire, in seguito a una segnalazione, la polizia giudiziaria in servizio in procura dei vigili urbani e della capitaneria di porto sotto la direzione del sostituto procuratore Lucia Rugani. L’effetto immediato, al di là del sequestro del pesce, la sospensione dell’attività di ristorazione che potrà riprendere soltanto dopo il pagamento di una sanzione e la messa a norma del locale.

Prodotti mal conservati. Stando agli accertamenti all’interno delle celle frigorifere c’erano pesci, crostacei congelati e prodotti ittici in cattivo stato di conservazione sistemati all’interno di contenitori e sacchi in plastica non idonei a mantenere la temperatura prevista per evitare il deterioramento degli alimenti. Inoltre nella cucina gli investigatori hanno rilevato presenze di sporcizia e formiche.

Menù falsificato. Sempre stando agli inquirenti il menù, tra gli alti piatti, prevedeva il polpo in aceto. Ma gli ingredienti, secondo la procura, erano completamente diversi. Invece del polpo venivano utilizzati i tentacoli di totano. In sostanza per l’accusa in quel modo il cliente veniva raggirato.

La relazione dell’Asl. Il controllo degli ispettori dell’Asl è avvenuto a mezzogiorno e mezzo del 10 giugno. Stando agli accertamenti sono emerse carenze igienico-sanitarie. Gli inquirenti avrebbero notato sul marciapiede accanto al ristorante cinese cartoni e involucri contenenti prodotti ittici esposti al sole e con presenza di formiche in quasi tutti i contenitori. Recipienti che, stando all’accusa, sarebbero stati scaricati mezz’ora prima del loro arrivo tanto che i prodotti ittici all’interno si stavano già scongelando. Alimenti che non potevano essere usati in quanto, stando alla procura, pericolosi per la salute pubblica perché in cattivo stato di conservazione. Si tratta di 10 chili di filetti salmonati, altrettanti di chele di granchio, di patate, di polpette di polpo, di pangasio (pesce d’acqua dolce nativo della Thailandia), di totani e di seppie. Cibo sequestrato assieme a un pezzo di carne bovina congelata priva di qualsiasi etichettatura per capire l’origine.

Luca Tronchetti

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