Il Tirreno

Lucca

Ventiseimila mattoni per coprire i buchi

di Barbara Antoni
Ventiseimila mattoni per coprire i buchi

Ottomila già collocati, gli altri andranno soprattutto in zona porta San Jacopo: materiale pregiato dell’Ottocento

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LUCCA. Ottomila mattoncini già ricollocati nel tratto di paramento tra porta San Pietro e l’ex campo Balilla. Altri 18.000 sono pronti per essere riposizionati, secondo le procedure dettate dalla Soprintendenza, nel tratto fra porta Elisa e Borgo Giannotti, prevalentemente nella zona di porta San Jacopo.

Così sono stati e saranno riempiti i “buchi” che si sono venuti a creare nel tempo nel paramento, per effetto di sgretolamenti causati dagli agenti atmosferici ma anche a seguito di asportazioni di alcuni esemplari. «Avvenute però in tempi non attuali - spiega la Fondazione Cassa di Risparmio - quantomeno nel corso dei lavori di recupero da noi avviati (nel contesto di un impegno complessivo della Fondazione per le Mura di sete milioni, ndr). A prova abbiamo una documentazione fotografica scattata prima della partenza degli interventi. Le brecce nel paramento oggi sono più evidenti dopo che sono state rimosse le erbacce che le coprivano».

Con sistematicità, viene ancora sottolineato, la Soprintendenza ha eseguito controlli sui lavori di recupero della facciata esterna delle Mura. Negli ultimi giorni c’è stato anche un sopralluogo dei vigili urbani, a seguito di esposti presentati da cittadini lucchesi dopo aver notato i buchi scoperti nel paramento.

I 26.000 mattoni, acquistati tutti presso la stessa azienda di Mantova, sono di produzione ottocentesca. Materiale antico, di dimensione identica a quelli originali delle Mura, della colorazione più somigliante reperibile sul mercato. «Sono stati scelti mattoni vecchi, già vissuti, proprio per essere sicuri della loro tenuta - viene ulteriormente spiegato -. La procedura di ricollocazione nel paramento prevede che siano fissati con una malta contenente calcio senza cemento, prodotti naturali come si usavano nel Cinquecento, sempre per assomigliare il più possibile al materiale di costruzione iniziale».

Viene spiegato anche l’utilizzo del frullino con il filo di plastica per asportare le erbacce dalle Mura: «Erbe prima fatte seccare con diserbanti autorizzati e poi rimosse col frullino. L’unico modo possibile per asportarle: se qualcuno ha obiettato che l’operazione produca polvere è perché le erbe sono secche. Siamo tranquilli su tutte le modalità seguite: non si capisce perché ogni volta che si cerca di fare del bene alla città subito si hanno tutti gli occhi addosso».

La ripulitura del paramento, almeno nei due lotti di competenza della Fondazione Crl sarà completata prima della festività della Santa Croce. A giorni inoltre è atteso il bando di gara per il lotto di lavori finanziato dal ministero dei Beni culturali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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