Sicurezza
Morto il cancelliere Alfredo Mancino
LUCCA. Il suo sorriso, la sua proverbiale bonomia e quella sigaretta sempre stretta tra le labbra mancheranno e non poco ad assistenti, dipendenti, magistrati e ufficiali di polizia giudiziaria. La...
LUCCA. Il suo sorriso, la sua proverbiale bonomia e quella sigaretta sempre stretta tra le labbra mancheranno e non poco ad assistenti, dipendenti, magistrati e ufficiali di polizia giudiziaria. La notizia dell’improvvisa morte di Alfredo «Dino» Mancino, 64 anni, funzionario della procura dagli anni Ottanta sino al 2013 ha lasciato senza parole quanti lo conoscevano e ne apprezzavano le doti di serietà, affidabilità e competenza. Il padre di «Dino» era stato cancelliere capo in tribunale sino agli anni Settanta e lui dopo aver lavorato come assistente di alcuni magistrati (da Fabio Origlio ad Antonio Del Forno a Domenico Manzione) era passato al casellario giudiziario dove si occupava del calcolo dei residui pena dei detenuti. La sua grande passione, fuori dal lavoro, era il calcio. Tifoso della Juventus, ma soprattutto della Lucchese che seguiva nelle partite al Porta Elisa soprattutto nel periodo della serie B. E quando a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta era stata costituita una squadra amatori formata dai dipendenti del tribunale lui aveva accettato di buon grado di farne parte ricoprendo il ruolo di terzino destro.
Due anni fa mentre si trovava al supermarket a fare la spesa aveva accusato un malore improvviso. Inizialmente non sembrava niente di preoccupante e invece con il passare dei mesi la malattia ne ha minato il fisico impedendogli di tornare al suo posto di lavoro. Mancino, che abitava a S. Alessio, lascia la moglie Marna e l’adorata figlia Sara. I funerali del funzionario pubblico si terranno domani alle 15,30 nella chiesa parrocchiale di Cappella Bassa e dopo il rito funebre la salma verrà tumulata nel cimitero di Mutigliano. Ai parenti e agli amici di «Dino» vadano le condoglianze de «Il Tirreno».
Luca Tronchetti
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