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Mont’Alfonso, gestione a Provincia e Comuni

CASTELNUOVO

CASTELNUOVO. Approvato il protocollo d’intesa fra Provincia, Comune di Castelnuovo e Unione dei Comuni della Garfagnana per la valorizzazione della fortezza di Mont’Alfonso. Secondo quanto previsto...

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CASTELNUOVO. Approvato il protocollo d’intesa fra Provincia, Comune di Castelnuovo e Unione dei Comuni della Garfagnana per la valorizzazione della fortezza di Mont’Alfonso.

Secondo quanto previsto dal documento, il fulcro della nuova modalità di gestione dello storico complesso sarà un Comitato di coordinamento composto da tre membri designati dai rappresentanti degli enti che hanno firmato la convenzione.

Il compito di questo comitato - e del personale degli enti che ad esso farà capo - sarà composto da più fasi. Innanzitutto l’elaborazione di «un progetto innovativo per la valorizzazione della Fortezza come sito centrale del sistema museale della Garfagnana, al fine di aumentare l’attrattività del territorio e il turismo culturale e congressuale».

Si cercheranno poi azioni in sinergia per individuare «nuove fondi di finanziamento (a livello locale, regionale, nazionale e comunitario) per le attività e per il completamento degli interventi di valorizzazione infrastrutturale già intrapresi (come previsti dal vigente Masterplan) e per nuova progettualità».

Infine - ma sarà il vero “core business” dell’attività - «la progettazione e la realizzazione di iniziative a carattere culturale, turistico, congressuale e didattico rivolte alla cittadinanza e al pubblico italiano e straniero». Di tutte queste iniziative, poi, gli enti dovranno fare promozione congiunta.

Le amministrazioni locali, dunque, provano a rilanciare l’attrattività e le attività di una struttura (di proprietà della Provincia) che durante gli anni passati è andata incontro a pesanti (anche economicamente) lavori di ristrutturazione che hanno permesso il ritorno alla fruizione di tutti gli edifici presenti all’interno del complesso. Alcuni poi - si ricorda nel protocollo - sono stati affidati a un soggetto esterno per la gestione: si tratta di quelli denominati Osteria, Casa con Archi e Foresteria-Porta sud, che ospitano attività di accoglienza e ristorazione oltre ad attività di convegnistica.

Un’attività che però non è mai decollata del tutto, complice anche la decisione della Regione di eliminare le Apt, che ha fatto rimanere molte zone del territorio senza adeguata promozione. Con un ulteriore problema: la fine delle Province come l’abbiamo conosciute finora getta ombre anche sul destino di immobili di loro proprietà. Per questo inserire nella gestione anche altri enti può essere visto come una sorta di “assicurazione sulla vita” di bene culturali di primissima importanza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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