Il Tirreno

Lucca

Dieci milioni di crediti non riscossi

di Luca Cinotti

La fetta più grande è per l’evasione, ma fra i debitori ci sono anche la Lucchese e altre amministrazioni pubbliche

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LUCCA. Cosa hanno in comune la Lucchese, l’amministrazione di Capannori, la cooperativa città di Lucca e migliaia di contribuenti? Nulla, a parte il fatto di essere debitori “storici” nei confronti di palazzo Orsetti. Talmente storici che ormai i soldi da loro dovuti all’amministrazione comunale vengono definiti “di dubbia esigibilità”. Un elenco sterminato, quello stilato dagli uffici e allegato al rendiconto del 2014: centinaia di voci in gran parte molto vecchie, ma comunque affidate al concessionario per la riscossione del ruolo. Il totale è impressionante: oltre dieci milioni di euro.

Soldi che il Comune potrà incassare solo in minima parte. Tanto è vero che vengono “stralciate” dal bilancio. Si trata di crediti accumulati per anni. «Difficile - spiega l’assessore al bilancio Enrico Cecchetti - capire perché non si sia arrivati a incassarli: bisognerebbe fare un analisi caso per caso».

La gran parte di queste cifre è legata direttamente all’evasione delle imposte comunali: quelle sulla casa in primo luogo (776.000 euro per la vecchia Ici), ma anche l’ormai quasi dimenticata Iciap (119.000 euro). Fino ai balzelli su passi carrai e suolo pubblico.

Capitolo a parte merita l’imposta sui rifiuti, nelle sue varie configurazioni e denominazione: Tsrsu, Tarsu, Tares, fino all’ultima Tari. Un “malloppo” da oltre quattro milioni di euro sfuggito alle casse del Comune. Un problema che, in qualche maniera, è storico: fra i crediti di dubbia esigibilità, infatti, sono considerati anche 502.000 euro riferiti alla Tari dello scorso anno. Un importo calcolato - si spiega nella relazione dei revisori contabili - sulla base dell’andamento storico: una sorta di evasione fisiologica, se così si vuole considerare. Altra voce importante (per circa un milione e mezzo) è quella delle sanzioni al codice della strada.

C’è poi tutta una galassia di voci che non riguarda le imposte, per tre milioni e mezzo complessivi. All’interno di questo calderone ci sono partite aperte da anni e più volte finite anche sulle colonne dei giornali. È il caso dei crediti che il Comune vanta nei confronti della cooperativa Città di Lucca, che gestiva lo sfruttamento turistico della Torre delle Ore e di quella Guinigi: complessivamente, circa 700.000 euro. Ma fra i debitori ci sono anche enti pubblici. Come il Comune di Altopascio (15.000 euro per lo studio di fattibilità del centro agroalimentare) e quello di Capannori (varie voci per servizi svolti dal Comune di Lucca). E poi ci sono gli impianti sportivi: la Lucchese, per anni dal 2005 al 2012, deve circa 130.000 euro al Comune per i canoni del Porta Elisa e dell’Acquedotto.

Se queste voci non entrano nel bilancio, va anche detto che il conto del Comune prevede comunque un fondo vincolato per i cosiddetti “residui attivi”: cioè varie voci, non per forza difficilmente esigibili, che comunque non sono state introitate dal comune.

Per il 2014 si tratta di quattro milioni: soldi che il Comune non può utilizzare perché vincolati, appunto, per ammortizzare eventuali perdite a causa di mancati incassi.

Cosa si può fare per limitare questo problema cronico? Da una parte c’è l’azione di recupero dell’evasione, che sta cominciando a dare buoni frutti e che permette di incassare quanto previsto a inizio anno. «Ma la scommessa vera - spiega l’assessore Cecchetti - sarà far partire il servizio di Lucca Holding Servizi a luglio»: fra pochi giorni, infatti, il Comune si sgancerà da Equitalia e consegnerà alla sua controllata il compito della riscossione, anche coattiva, delle imposte comunali. In autunno questo compito sarà esteso anche alle contravvenzioni per infrazioni al codice della strada.

«Si tratta di una questione molto delicata e molto complessa - dice ancora Cecchetti - ma che comunque sarà decisiva per il funzionamento del Comune».

Intanto, nelle prossime settimane, arriverà in consiglio comunale un’altra parte del match che si gioca sui crediti non eisgibili.

La giunta infatti ha approvato il “riaccertamento straordinario dei residui”. Un passaggio tecnico che ha come effetto la rideterminazione del disavanzo a 19 milioni di euro. Una cifra che sarà “spalmata” sui prossimi trent’anni, con una sorta di “piano di rientro” che varrà circa 600.000 euro ogni anno.

«Con questa manovra - conlcude Cecchetti - riporteremo tutta la questione sul “pulito” garantendo il rientro in 30 anni. Da quest’anno, poi, dovremo stare attenti a far sì che non si ripresentino squilibri di questo tipo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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