Sicurezza
Il capolavoro dimenticato di S. Cassiano di Controni
Nel museo del borgo il “Cavaliere” scolpito da Jacopo della Quercia. E la grande chiesa scatena gli appassionati di esoterismo e culti magici
BAGNI DI LUCCA. «È un grande tesoro della storia dell'arte, ma manca una promozione adeguata per portare turisti davanti ad una delle sculture più grandi del territorio di Bagni di Lucca». Così Virgilio Contrucci, camerlengo della Vicaria Val di Lima, parla del Cavaliere di Jacopo della Quercia che si trova nel museo a San Cassiano di Controni. Un luogo al centro di un altro itinerario studiato dalla Vicaria per richiamare un turismo qualificato che va in cerca dei tesori dell'arte e dei luoghi più ameni, di cui è ricca la Valle della Lima.
«La cosa che fa riflettere – dice Contrucci - è che nel paese ci sono due persone preparate alle quali è possibile rivolgersi per poter visitare il museo e per avere informazioni. Possibile che non si riesca a fare una maggiore pubblicità? Dovrebbero esserci gite organizzate, soprattutto nei fine settimana, pullman pieni di gente che viene ad ammirare questa meraviglia». A San Cassiano è infatti possibile rivolgersi a Mariano Mariani e Egidio Illidi, i quali hanno dato piena disponibilità per accompagnare i turisti nel museo.
Per arrivare nella frazione si può scegliere fra due itinerari. Partendo dal capoluogo si impiega minor tempo transitando sulla statale del Brennero fino alla località Astracaccio. Di lì si passa il bivio per Palleggio e si prosegue per San Cassiano percorrendo circa dieci chilometri dal capoluogo. Per il ritorno può essere interessante tutto il percorso attraverso la Controneria che regala un panorama e una natura di rara bellezza, passando sotto le famose “ravi” che sotterrano due piccoli nuclei abitativi del 1700. Da lì si scende alla chiesa “dei quattro Comuni” oramai distrutta, anche questa del 1700, dove si trovavano “a parlamento” i rappresentanti dei quattro comuni confinanti della Controneria. Passato il bivio per Montefegatesi si scende fino alla frazione di San Gimignano, poi a Gombereto per giungere alla località Corsena, il centro abitato più antico di Bagni di Lucca. Scegliendo questo percorso, che dal punto di vista paesaggistico è nettamente superiore al primo, si percorrono circa 14/15 chilometri. «Nel paese di San Cassiano - dice Contrucci - si trova la chiesa forse più bella di tutto il Comune. Sicuramente la più misteriosa e per questo motivo oggetto di studio perché sia sulla facciata che all'interno è ricca di simboli antichissimi ,probabilmente di provenienza non medioevale, ma precristiana. La costruzione è romanica. Studiosi di esoterismo e di culti di magia hanno affermato che sia prima dell'era Cristiana che dopo, sia nel tempo in cui qui sorgeva il tempio a Diana, dea della caccia ma anche della Luna, fosse stato scelto proprio questo sito per erigere la costruzione come per “tappare”a un nodo di energia negativa. Mi sono domandato più volte il perché di una costruzione di un edificio religioso così grande in un paese che al tempo aveva pochi abitanti».
Entrando in paese è d'obbligo, dopo aver visitato la Chiesa, la visita al museo. Al centro trionfa il Cavaliere di Iacopo della Quercia in tutta la sua bellezza. Si tratta di un'opera in legno di pioppo, policroma, che rappresenta San Martino, vestito di rosso chiaro, non nella classica posa "mentre taglia il mantello", ma come un cavaliere che transita avvolto nel suo manto. Di pregio anche le statue ai lati dell'altare che rappresentano la Annunciazione di Francesco di Valdambrino e l'Arcangelo Gabriele senza ali, in abito tipico tardo '300. Osservando il capolavoro eseguito da Jacopo della Quercia si pensa al connubio con il versante opposto della Valle: infatti a Benabbio nel museo parrocchiale si può ammirare l'unica opera eseguita dal padre di Jacopo della Quercia, Pietro d'Angelo, che era orafo e intagliatore: la Annunciazione. Per visitare il museo telefonare al numero 346 6909711.
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