La manifestazione
«Se Solimando ha commesso abusi deve dimettersi»
PORCARI. Il caso-Solimando tiene banco in paese dopo la revoca della delega al commercio (l’amministratore di centrosinistra conserva quelle a sport e ambiente) decisa dal sindaco Alberto Baccini in...
PORCARI. Il caso-Solimando tiene banco in paese dopo la revoca della delega al commercio (l’amministratore di centrosinistra conserva quelle a sport e ambiente) decisa dal sindaco Alberto Baccini in seguito a quanto avvenuto durante la festa del Villaggio del Bambino, quando l’assessore (proprietario di un bar in centro) su richiesta di un esercente che parlava di “concorrenza sleale” ha fatto spostare il banchetto del gelato messo in strada dal Triangolo Bar. Le polemiche hanno portato al taglio di una delega: Solimando ha chiesto scusa, ha parlato di ingenuità, ma all’opposizione questo non basta.
Il gruppo consiliare “Da sempre per Porcari” dice infatti: «Vogliamo che si faccia chiarezza fino in fondo su quanto accaduto in occasione del Villaggio del Bambino. Se ci fossero stati abusi da parte dell'assessore Sandro Solimando le sue dimissioni sarebbero non solo inevitabili ma doverose. Non appena il sindaco ha annunciato nel consiglio comunale di mercoledì scorso il ritiro di alcune deleghe a Solimando, tra l’altro non presente alla seduta, confermandogli però allo stesso tempo l’incarico di assessore, abbiamo chiesto – spiega il capogruppo Riccardo Giannoni – di conoscere nel dettaglio le ragioni di questa scelta. Il sindaco è stato assolutamente evasivo. Quanto sta emergendo ora dopo oraci convince sempre di più che debba essere fatta invece chiarezza fino in fondo. Se l’assessore avesse commesso abusi della sua funzione nei confronti di alcuni commercianti o ad ambulanti dovrebbe dimettersi. E se non lo facesse il sindaco dovrebbe toglierli l’incarico. Non possono esserci soluzioni intermedie, come quella individuata da Baccini: lasciargli la poltrona di assessore con relativo stipendio, limitandosi solo a togliergli alcune deleghe avrebbe infatti il sapore della beffa».
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