Il Tirreno

Lucca

Una comunità in lacrime

Commozione nella congregazione filippina a Sant’Anna

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. «Guardi, sabato pomeriggio è venuto da me il marito della povera cameriera per acquistare un seggiolino da sistemare sulla bicicletta per il suo maschietto. Lei la conoscevamo di vista perché nel mio esercizio ci lavorano due filippini».

A parlare è il titolare del negozio «Cicli Bizzarri», storico esercizio in piazza Santa Maria. È commosso come un po’ tutti quelli che conoscevano la famiglia Retuta: gente perbene, grandi lavoratori. Sino a quindici giorni fa madre, padre, tre figli e i nonni paterni vivevano in un appartamento al numero 2 di Corte Portici proprio accanto al ristorante da Francesco, a due passi da piazza San Michele: «La loro nipote ci da una mano nel locale. - raccontano - Sino a quindici-venti giorni fa li vedevamo spesso. Lei in bici andava a lavoro e i bimbi stavano con i nonni. Poi abbiamo visto che stavano traslocando. Ci hanno detto che avevano trovato una casa in affitto a Sant’ Anna. Era più spaziosa e probabilmente pagavano qualcosina in meno. Quando mi hanno detto della disgrazia non ci volevo credere. Meno male che la bimba più grande era rimasta a casa. Siamo tutti sconvolti».

Sconvolti, come tutti quelli che conoscevano questa famiglia che ormai, dopo dieci anni, si era perfettamente integrata nella comunità lucchese.

Grande cordoglio viene espresso anche dalla rappresentanza lucchese della Chiesa di Cristo, una fratellanza religiosa indipendente nata nelle Filippine e che raccoglie fedeli soprattutto nelle comunità di emigrati, alla quale aderiva anche la giovane vittima della strada.

Una piccola congregazione (Si tratta di circa 200 fedeli nella zona di Lucca) che, forse proprio a causa delle dimensioni ridotte, costituisce un gruppo molto legato, una grande famiglia accomunata dalla religione e dalle origini.

«Solo da due mesi sono il pastore di questa comunità – dice il ministro del culto locale della chiesa che si trova sulla via Pisana poco dopo la sede della polizia stradale -. Tuttavia avevo avuto occasione di conoscere Clarissa, che frequentava abitualmente le attività devozionali. Era una ragazza molto dolce: dimostrava una grande religiosità ed era una madre e una figlia eccezionale.

«Tutti i fedeli le volevano un gran bene, la sua dipartita è una grave perdita per tutti noi. Non sappiamo ancora quando si terranno le esequie perché il suo corpo è ancora a disposizione della magistratura. Il nostro pensiero va ai suoi bambini. Speriamo che almeno riescano a sopravvivere».

Andrea Giorgi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa