Il Tirreno

Lucca

LA PROTESTA

Fiaccolata contro la “buona scuola”

L’iniziativa dei sindacati venerdì alle 21 in piazza Santa Maria

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LUCCA. C'è un'altra fiaccolata che fra pochi giorni interesserà la nostra città. Si chiama “Una luce per la scuola della Repubblica” ed è quella lanciata in modo unitario da tutte le sigle sindacali dell'istruzione (Cobas, Cgil, Cisl, Gilda e Snals) contro il disegno di legge sulla “buona scuola” del governo Renzi.

L'appuntamento è per venerdì alle 21 in piazza Santa Maria, quando insegnanti, studenti e personale della scuola sfileranno sulle Mura per chiedere il ritiro della riforma e l'approvazione di un decreto legge stralcio per l'assunzione di tutti i precari che lavorano da anni nella scuola.

«Invitiamo tutto il popolo della scuola pubblica a partecipare – scrivono i sindacati in una nota - Docenti, Ata, studenti, genitori, cittadini democratici che hanno a cuore la scuola pubblica della Costituzione. I manifestanti parteciperanno portando ciascuno un lumino votivo che avranno cura di non disperdere nell'ambiente al termine della manifestazione».

La fiaccolata di venerdì anticipa di qualche giorno lo sciopero degli scrutini che riguarderà anche le scuole lucchesi: dopo l'annuncio dei Cobas – primi a proclamare lo stop - anche gli altri sindacati hanno aderito alla forma di protesta che bloccherà e farà slittare di qualche giorno il collegio dei docenti per le valutazioni degli studenti. Resteranno fuori dallo sciopero le classi terminali (come prevede la legge, ndr) e gli scrutini non potranno essere posticipati più di cinque giorni.

«Avevamo annunciato lo sciopero per le giornate dell'11 e del 12 giugno, le due date previste dal calendario toscano – spiega Rino Capasso, responsabile Cobas scuola – Le altre sigle, invece, bloccheranno gli scrutini con uno sciopero orario nei primi due giorni di scrutinio di ogni singola scuola. Il calendario quindi sarà differenziato istituto per istituto e faremo in modo di unire le forze per distribuirci le classi così da coprirle tutte».

Per far saltare lo scrutinio, infatti, basta che un solo professore scioperi. «Come Cobas invece per le giornate dell'11 e del 12 giugno faremo sciopero breve orario con trattenuta oraria (cioè senza perdere l'intera giornata, ndr) – continua Capasso – determinando così una sorta di sciopero a scacchiera. Aspettiamo di vedere che tipo di adesione ci sarà e in base a quello decideremo come comportarci: per noi il punto fermo è il ritiro del ddl che abbiamo ribattezzato della “cattiva scuola” dei presidi manager e della meritocrazia soggettiva e non oggettiva. E lo sciopero è la conseguenza naturale di una legge sbagliata».

Nadia Davini

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