Sicurezza
Pagani si riprende il Municipio
Dopo la fusione guiderà l’amministrazione comunale di Sillano-Giuncugnano
SILLANO GIUNCUGNANO. Solo 5 mesi di “esilio” per Roberto Pagani che, dopo la fusione tra il comune di Sillano e quello di Giuncugnano, torna ad essere sindaco della nuova amministrazione unificata. Gli elettori, dunque, hanno premiato la tenacia di Pagani, 48 anni, papà di Rebecca, libero professionista e già sindaco di Sillano per 10 anni prima della parentesi di pochi mesi prima del referendum che ha portato alla storica scelta di unione tra i due comuni.
Pagani era il logico favorito della vigilia sia perchè sindaco uscente eletto pochi mesi fa, sia perchè promotore della fusione e sia perchè nella sua lista c'era anche l'anima dell'amministrazione uscente di Giuncugnano.
Nonostante questo, il rivale Armando Giovannoni, già sindaco di Giuncugnano per un mandato a fine anni '90, ha dato filo da torcere. Pagani ha conquistato la fiducia dei cittadini con la programmazione derivante dai finanziamenti per la fusione, ma anche per la sua forte presa di posizione su un tema delicato come la sanità.
«Sarà il mio primo atto da sindaco – dice un soddisfatto Pagani – scriverò al presidente della Conferenza dei Sindaci per convocare subito un'assemblea in cui aggiornare la situazione. So che in alcuni comuni ci sono stati dei consigli comunali con prese di posizioni contro l'Asl, ora che è passata la tornata elettorale credo sia doveroso fare il punto della situazione e muoversi».
Pagani festeggia una vittoria attesa anche se sapeva che ci sarebbe stato da soffrire: «Sapevamo che sarebbe stata una bella lotta – afferma – abbiamo vinto in tutti e tre i seggi di Sillano e quello che mi soddisfa è che abbiamo resistito anche in quello di Giuncugnano con uno scarto di soli 16 voti. Ai cittadini posso dire che quanto detto in campagna elettorale non resterà promessa. Studieremo subito il bilancio soprattutto valutando i soldi che arrivano e arriveranno dalla fusione. I primi 637mila euro per il 2015 sono pronti ad essere versati nelle casse e l'obiettivo è abbassare le tasse. Vedremo come, se azzerrare l'Irpef comunale e la Tasi sulla prima casa o calmierarle e basta per studiare azioni di poltica sociale in aiuto delle famiglie bisognose».
Nel cassetto poi il progetto di investimento sulle fonte di energia rinnovabili: «Un mini impianto eolico da 350mila euro che potrà produrre 80/90 mila euro annui. E ci saranno ancora soldi per fare ordinaria manutenzione sul territorio, sarebbe stata impossibile perfino questa senza la fusione. In totale arriveranno 2 milioni e mezzo dalla Regione in 5 anni ed un altro milione e 300 mila dal governo in 10 anni».
Luca Dini
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