Il Tirreno

Lucca

il trionfo di baccelli

«Lucca nel cuore, deluso dalla Valle»

di Barbara Antoni
«Lucca nel cuore, deluso dalla Valle»

Sogna di fare il sindaco, ma per il momento il neo eletto si impegnerà a portare l’attenzione di Firenze alla nostra realtà

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LUCCA. Da qui a trent’anni, quando ne avrà ottanta, non esclude che «per l’amore viscerale che nutre nei suoi confronti» si metterà a disposizione della città per guidarla come primo cittadino. Oggi, raggiante per il bagno di voti che lo porta dritto in consiglio regionale, Stefano Baccelli è sereno e determinato ad assolvere il suo nuovo mandato, «che mi rafforzerà, e lo voglio far bene. Del resto - aggiunge - ho fatto con tanto impegno il presidente della Provincia che in alcuni momenti mi sono sentito un po’ sindaco, per Lucca, quando l’argine del Serchio si è rotto e c’è stata la piena; per Viareggio nelle vicende legate alla strage: me lo ha confermato la vicinanza della gente».

Baccelli si gode la vittoria. Con 12.239 consensi è il candidato più votato in provincia e il quinto in Toscana, dopo i 12.667 voti di Giacomo Bugliani a Massa Carrara, i 14.580 di Stefania Saccardi a Firenze, i 15.259 di Stefano Scaramelli a siena e i 17.682 di Vincenzo Ceccarelli ad Arezzo (tutti Pd).

L’adrenalina non è ancora scaricata del tutto, dopo la notte insonne dello scrutinio che gli ha portato anche qualche dispiacere.

Nella Valle del Serchio il suo nome è stato pressoché ignorato. Come giudica questo insuccesso parziale?

«Sono rispettoso di Mario Puppa (sindaco di Careggine, già presidente dell’Unione dei Comuni della Garfagnana, ha portato a casa 7.094 voti piazzandosi al quarto posto tra i candidati Pd, ndr). Ma trovo paradossale che con tutti gli interventi che ho portato a termine in Garfagnana il mio risultato elettorale sia stato irrisorio. Un numero di riconoscimenti da parte degli amministratori me li aspettavo. Mi dispiace, mi sembra in contraddizione anche con il mio successo personale».

In Regione porterà le istanze della provincia di Lucca. Ma quali saranno le priorità, anzi le urgenze che sottoporrà al governo toscano?

«Vado a Firenze per diventare strumento di soluzione e valorizzazione di questo territorio, dove prefetture, questure, camere di commercio si stanno sradicando. Porterò l’esigenza che il Cipe (comitato interministeriale per la programmazione economica, ndr) finanzi gli assi viari. Le infrastrutture occorrono e il potenziamento ferroviario è già avviato. Porterò l’attenzione sulla sanità: con l’avvento degli ospedali per acuti si pretendono tecnologie all’avanguardia, ma quello che manca sono i servizi al territorio. C’è la solitudine delle famiglie quando il malato torna a casa dopo la fase acuta della malattia, ci sono i problemi dei genitori di un figlio disabile: quale attività organizzargli dopo il diploma? Ci sono anziani soli che hanno bisogno di assistenza domiciliare. Problemi che ho toccato con mano durante la campagna elettorale.

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Altri temi dominanti?

«Un altro sarà il lavoro, riportare l’attenzione sulla piccola impresa: bene gli investimenti sulla Lucchini a Piombino e sul porto di Livorno, ma in una realtà come la nostra la filiera del cartario e della nautica, messe insieme tutte le aziende, non ha numeri minori rispetto a quelli delle grandi industrie. E ci sono i giovani: tanti sono talenti sprecati, come è emerso dagli stage del progetto regionale GiovaniSì. Non ultima: la promozione turistica: occorre trovare l’alternativa all’Apt. In questa situazione siamo condannati all’assenza di promozione e si ostacola l’internazionalizzazione dei prodotti delle nostre aziende».

Una riflessione sull’astensionismo. Pesa anche per il Pd.

«Magari dovremo promuovere la scelta di andare a votare. Durante la campagna elettorale, “barino” per “barino”, tante persone che ho incontrato non sapevano che c’erano le regionali. Ci voleva una comunicazione istituzionale più mirata e forte. E penso che inserire le elezioni nella domenica del ponte della festa della Repubblica non è il massimo per invogliare la gente ad andare alle urne».

La Lega in provincia di Lucca ha raggiunto il 24,33 per cento dei voti. Come giudica questo risultato?

«La Lega ha ottenuto un ottimo risultato ma siamo nel ceppo del centrodestra storico di cinque anni fa, intorno al 35 per cento (sommato il 13,3 per cento di Forza Italia, ndr)».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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