Il Tirreno

Lucca

L’Oltreserchio contro il megaelettrodotto

di Nadia
L’Oltreserchio contro il megaelettrodotto

Per i residenti è un’opera di devastazione e non un intervento necessario per soddisfare il bisogno crescente di energia

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LUCCA. Tante luci calde e tremolanti hanno attraversato il centro di Nozzano, fino al Castello. Tante fiaccole issate verso il cielo, nel buio totale, si sono incamminate una accanto all'altra per dire “no” al nuovo elettrodotto che Terna vorrebbe costruire nell'Oltreserchio, spingendosi fino a Camaiore (passando da Compignano, Massaciuccoli e Massarosa) e fino a Pisa, attraversando Calci, Vecchiano e San Giuliano Terme. Luci delle case spente, solo le fiammelle a tracciare il percorso della manifestazione, che venerdì sera ha visto una buona partecipazione da parte dei residenti di queste zone, molti dei quali riuniti nel comitato Starc, nato poco più di un anno proprio per contrastare il progetto che la grande società di reti per la trasmissione dell'energia elettrica ha in mente per il paesaggio che circonda Lucca. Un investimento necessario, utile per soddisfare il bisogno crescente di energia elettrica – hanno sempre ribadito i rappresentanti di Terna – quello che prevede la costruzione del nuovo tratto di elettrodotto La Spezia-Acciaiolo, destinato ad attraversare alcune delle colline vip del territorio, con tanto di stazione elettrica all'interno della cava abbandonata di Balbano. Un'opera di devastazione ambientale – hanno sempre risposto i cittadini – che non credono alla bontà dell'operazione e che per ribadirlo hanno voluto organizzare un corteo di protesta, il primo passo concreto verso il riaccendersi di una battaglia che appare lunga.

«No elettrodotto»: non lascia dubbi lo striscione in testa alla manifestazione. Così come sono molto chiare le posizioni dei cittadini. «Non vogliamo l'elettrodotto – spiegano – non siamo contrari all'energia elettrica, siamo contrari alla devastazione del paesaggio e teniamo molto alla nostra salute. Esistono tecniche innovative per costruire reti energetiche evitando la deturpazione dell'ambiente, tecniche che Terna conosce benissimo e che ha già sperimentato in altri territori italiani. Aspettiamo di sapere quale sarà il risultato della valutazione di impatto ambientale». Il ritrovo era al campo sportivo di Nozzano, per poi salire al Castello e riscendere al campo sportivo: c'erano gli abitanti di Nozzano, Balbano, Massarosa, Massaciuccoli, Camaiore, insieme a quelli di Vecchiano, Calci, San Giuliano Terme. Accanto a loro gli amministratori locali, che si sono presentati alla fiaccolata con la fascia tricolore: per il comune di Lucca, l'assessore Francesco Raspini, accompagnato dai consiglieri di maggioranza Francesco Battistini e Enrica Picchi. Presente anche il capogruppo di Forza Italia, Marco Martinelli. «Il Castello di Nozzano è un luogo simbolo della comunità – dice Simone Lena, presidente del comitato Starc – ecco perché siamo voluti salire fin qua. Teniamo alla salute e all'ambiente, vorremmo che la nostra fosse una battaglia comune insieme al comitato Maggiano 2005, nato per contrastare l'elettrodotto che Terna ha già costruito nelle zone di Maggiano e Farneta. Siamo contrari all'elettrodotto che vorrebbero costruire, ma anche a quello già realizzato».

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