Sicurezza
Carrefour aperto fino alle 24
«Si spalmano solo clienti su più ore, non ci saranno ricavi»
LUCCA. Bufera in vista sull'ipermercato Carrefour, per una società che - dicono Umberto Marchi, Giovanni Bernicchi e Giovanni sgrò, segretari di Filacam Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs - «da anni chiude bilanci in negativo, ora, con l’ultima scelta fatta, probabilmente andrà a perdere ancora di più e il futuro dei lavoratori diventa veramente incerto».
Cosa è scuccesso? Nei giorni scorsi i sindacati hanno avuto un incontro con la direzione del negozio e la dirigenza milanese dove è stata comunicata la decisione dell'apertura serale del negozio di Lucca. Carrefour non chiuderà più alle 21, ma alle 24. Un servizio che partirà con l’apertura del negozio dalle 7,30 fino alle 24, 16 ore e mezzo di fascia di apertura per cercare di risollevare il negozio. «Impossibile - sostiene però Marchi - che si possa risollevare il negozio con l'apertura serale. Siamo arrabbiati e con noi i lavoratori che hanno partecipato all’assemblea. Solo poco tempo fa abbiamo firmato un accordo sulle domeniche doveva risollevare l'azienda non prendendo più, o in maniera marginale, i lavoratori interinali. L’accordo in sostanza, doveva servire a garantire le aperture domenicali con personale Carrefour, quindi anche i part-time per risollevare la società avevano dato la loro disponibilità per 12 mesi a lavorare almeno 16 domeniche a testa. Quest’operazione consentiva alla società un risparmio importante, ora la doccia fredda».
Sgrò, da parte sua, spiega che «hanno comunicato l'apertura serale dal primo giugno. San Vito come Torino. . L’iper di Torino è attorniato da palazzi immensi, noi da campi. Si apre la sera dando disservizi, incredibile, vogliono attirare clienti senza offrire niente. Il risparmio che doveva portare l’accordo sindacale, passava dall’utilizzo del proprio personale, invece Carrefour prenderà lavoratori interinali spendendo soldi preziosi che servivano per salire la china».
«E' inaccettabile - afferma Bernicchi della Cisl -: con le aperture domenicali, pensavano di avere più clienti ma il bacino di utenza non cambia, se non rinnoviamo contratti non ci sono soldi da spendere, quindi abbiamo solo spalmato su 7 giorni i clienti. Ora succederà la stessa cosa, spalmeremo i clienti su una giornata di oltre 16 ore, ma non faremo certamente profitti. L’assemblea e le organizzazioni sindacali hanno indetto una prima giornata di sciopero per il 1° giugno giorno dell'apertura e la seconda il 2. Il personale si è sentito beffato per l'accordo firmato e non rispettato, questa apertura serve solo a crearsi un alibi per far vedere che hanno provato a fare di tutto per rilanciare l’ipermercato lucchese»
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