Sicurezza
Madonne Bianche, il parco si può salvare
Area Dismessa 55100 presenta un progetto che prevede l’autogestione della polisportiva: atteso un segnale dal Comune
LUCCA. Autogestione della polisportiva “Le Madonne Bianche” e autofinanziamento per coprire la manutenzione ordinaria. Gli interventi straordinari, invece, sarebbero a carico del Comune.
Questo in sintesi il progetto che il collettivo Area Dismessa 55100 ha presentato pubblicamente alla libreria caffè letterario LuccaLibri per riqualificare il parco delle Madonne Bianche, che attualmente versa in uno stato di completo degrado.
Questa, in sostanza, la proposta – e la richiesta - che i ragazzi avanzano a Palazzo Orsetti come modalità di gestione di uno spazio che è un bene comune della città e che oggi non viene vissuto perché completamente abbandonato.
Al momento, però, di risposte non ne sono arrivate e nessuno della giunta era presente all'incontro. Nonostante che sia il sindaco, Alessandro Tambellini, sia gli assessori Ilaria Vietina, Celestino Marchini, Serena Mammini e Antonio Sichi fossero stati invitati.
«Abbiamo protocollato il nostro progetto partecipato il 25 maggio e nella stessa data abbiamo inviato l'invito alla giunta – spiega Federico Camici Roncioni – Non ci sono arrivate risposte e soprattutto nessuno degli invitati si è presentato all'iniziativa, nonostante che il comune sia l'interlocutore principale di tutta questa partita».
«L'invito è arrivato tardi – si giustifica l'assessore Marchini – non c'è alcuna chiusura da parte dell'amministrazione: aspettiamo di ricevere il progetto, che dal protocollo non è ancora arrivato in giunta, e poi ne parleremo».
Un luogo di tutti e aperto alle proposte di tutti, ma con una caratteristica fondamentale: che sia autogestito direttamente dall'assemblea che si formerà appositamente. Così diventeranno le Madonne Bianche, tra campi sportivi (tennis, ping-pong, calcio, basket e palestra popolare), spazi dedicati alla cultura, alla musica, agli incontri ricreativi, formativi e politici, al doposcuola e ai laboratori per bambini, aree destinate agli orti sociali e agli orti didattici e una ciclofficina dove riparare biciclette e costruirne di nuove. «Abbiamo chiesto ai cittadini di Sant'Alessio, Monte San Quirico, Mutigliano e della Cappella se volevano un parcheggio, un parco pubblico autogestito, un parco gestito dai privati o se erano indifferenti alla questione – continua Andrea Rinaldi di Area Dismessa – il 90 per cento degli intervistati ha barrato la voce “parco pubblico autogestito”. Non abbiamo consultato nostri amici o militanti politici, ma persone comuni: precari, disoccupati, pensionati, lavoratori, famiglie. Il Comune che fa? Non lo sappiamo. I bandi pubblicati sono andati deserti, delle Madonne Bianche non ne hanno più parlato: per noi è evidente che il bando è un atto fantasma, un modo per rimandare la questione il più possibile e impedire che quel parco venga gestito come spazio pubblico».
In ballo ora c'è anche un altro aspetto, quello del regolamento per gli impianti sportivi, dal quale – per l'assessore Marchini – passa ogni decisione futura: «Prima di tutto dobbiamo approvare il regolamento che dovrebbe andare in consiglio comunale fra una decina di giorni. Solo a quel punto avremo regole certe uguali per tutti: nel rispetto delle regole si fa tutto». Il punto, però, per i ragazzi di Area Dismessa sta proprio qui: «i lavori della Geal sono terminati e le Madonne Bianche sono lì che ci aspettano, sommerse dall'erba e dall'incuria. Nessun privato le vuole, sono lontane, scomode, senza docce, di dimensioni ridotte, per farle fruttare dovrebbero investirci tantissimi soldi: allora perché non restituirle alla città come luogo pubblico e basta?».
Nadia Davini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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