La manifestazione
Sventrano la cassaforte e rubano gioielli per 20.000 euro
Lucca, colpo in una villetta a Nozzano: i malviventi portano via anche del tonno
LUCCA. Colpo grosso a Nozzano Castello dove, in via di Filettole, una casa è stata svaligiata da ignoti malfattori. Ingente il bottino: dalla cassaforte sono stati trafugati gioielli di famiglia per circa 20.000 euro mentre, curiosamente, dalla credenza della cucina sembrano mancare tre scatolette di tonno sott’olio.
Erano circa le 9 di martedì sera quando i due residenti sono usciti di casa per recarsi alla riunione informativa sull’elettrodotto in costruzione nella zona. Quando sono tornati, dopo circa due ore, hanno trovato l’abitazione completamente a soqquadro. I malviventi, che probabilmente si erano appostati nelle vicinanze aspettando di avere campo libero, quando hanno visto che la casa era rimasta incustodita si sono introdotti nel giardino tranciando la recinzione perimetrale e, avvalendosi di un martello trovato nel capanno degli attrezzi, sono riusciti a sfondare l’intelaiatura in legno di una finestra al pianterreno, riuscendo così a penetrare all’interno.
Una volta dentro, immaginando di avere molto tempo a disposizione, hanno messo in atto una perquisizione minuziosa dell’intera struttura: stanza per stanza, cassetto per cassetto. Ogni mobile, quadro e suppellettile è stato spostato e frugato alla ricerca di contanti, oggetti di valore e casseforti nascoste. Ma, nonostante la minuzia della ricerca, risulta ancora difficile per i proprietari capire come i malviventi possano aver trovato la cassaforte a muro dal momento che questa si trova in un luogo veramente impensabile: in un angolo del sottotetto raggiungibile attraverso una botola nel soffitto del secondo piano, nascosta da numerosi scatoloni, in un punto angusto privo di illuminazione o finestre dove a malapena si riesce a stare in ginocchio.
«Siamo veramente basiti per l’accaduto – dice Elivio Gemignani, il padrone di casa –: è difficile credere che ci siano arrivati per caso, ma d’altra parte dell’esistenza di quella cassaforte eravamo a conoscenza solamente io e pochissimi intimi. L’unica spiegazione che sono riuscito a darmi è che i ladri avessero un qualche tipo di sensore di rilevamento per metalli e si siano accorti della presenza della cassaforte mentre frugavano le stanze sottostanti».
Quale che sia la spiegazione rimane il fatto che i ladri, una volta individuata la cassaforte, sono riusciti ad aprirla tranciando il portello frontale con una mola per metalli.
Operazione questa tutt’altro che facile: per riuscire ad azionare la mola infatti i malviventi si sono dovuti avvalere di una prolunga, travata anch’essa nel capanno degli attrezzi, e hanno dovuto operare in uno spazio chiuso e straordinariamente stretto, dove ancora il giorno successivo un forte odore metallico rende l’aria pesante e difficile da respirare. Tuttavia la difficoltà dell’operazione è stata sicuramente ricompensata dal momento che all’interno i malviventi hanno trovato una notevole quantità di monili antichi: tutti i gioielli di una vita, destinati purtroppo a finire nelle mani di qualche ricettatore senza troppi scrupoli.
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