Sicurezza
Madonne Bianche, presentato il progetto per il parco pubblico
Il collettivo Area Dismessa propone un’area autogestita con impianti sportivi e spazi per cultura e incontri
LUCCA. Un parco pubblico autogestito, dotato di impianti sportivi (campi da tennis, area ping-pong, campo da calcetto, da basket e palestra), ma anche di spazi per la cultura, gli incontri, le esposizioni, le attività agricole e artigianali. E’ questo il progetto che hanno in mente per il recupero delle Madonne Bianche i ragazzi del collettivo Area Dismessa che hanno presentato la loro proposta ieri sera a LuccaLibri.
«A volte sentiamo parlare di progetti astrusi: eppure, non è questa la vera urbanistica? La vera architettura?», dicono. Architettura sociale, sì, forse. Ma il concetto è semplice: aprire i cancelli per ribellarsi al degrado e riappropriarsi di uno spazio da consegnare alla città. Funzionale, pubblico, libero e, soprattutto, autogestito: «Perché un parco pubblico polivalente è un bene comune, appartiene a chiunque abbia voglia di frequentarlo e di conoscerlo. Autogestito significa che tutti coloro che vivono quel luogo contribuiscono allo stesso modo alla sua manutenzione, pulizia e salvaguardia». Non si definiscono paladini rivoluzionari di chi sa quale crociata, i membri di Area Dismessa 55100, il collettivo che, insieme all'associazione di promozione sociale, culturale e sportiva, El Fuser, ha presentato il progetto per l’area della polisportiva di Sant'Alessio, che negli anni scorsi è stata al centro di vari interventi di autogestione e riqualificazione da parte di studenti e giovani cittadini lucchesi, appoggiati nella loro iniziativa anche da residenti del quartiere, che lamentano da tempo la totale mancanza di manutenzione per la zona verde a due passi dal centro storico.
«Abbiamo intrapreso un lungo cammino che ci ha permesso di concludere questo progetto – spiegano i membri del collettivo –. Queste non sono le idee di un ristretto gruppo di giovani, ma le idee condivise da centinaia di residenti che abbiamo consultato con sondaggi, interviste e assemblee pubbliche. Anche se le Madonne Bianche dovrebbero essere un parco per tutti gli abitanti di Lucca e non solo, ci interessa cogliere l'opinione di quel 42% degli intervistati che risiede nelle zone limitrofe al parco (Monte San Quirico, Sant'Alessio, Carignano): il 90% di essi desidera infatti che le Madonne Bianche diventino un parco pubblico autogestito».
Lo sport sarà l'attività principale del parco con i due campi da tennis, che versano in buone condizioni, così come il tavolo da ping-pong in cemento, che durante l'autogestione del 2014 fu smaltato a nuovo. Il campo da calcio a 8 è una delle risorse più importanti delle Madonne Bianche, considerato anche lo scarso numero di campi da calcio gratuiti esistenti a Lucca: il prato necessita di una profonda manutenzione. Tra le proposte raccolte da Area Dismessa 55100 durante il percorso partecipato, è emersa la volontà di dotare il parco di un campo da basket (per farlo è necessario costruire due canestri e disegnare le linee e il collettivo prevede di riuscire a coprire le spese con eventi di autofinanziamento) e di una palestra popolare. Cultura e socialità sono le due altre grandi macro-aree di intervento, con l'organizzazione di mostre, festival, presentazioni di libri, incontri pubblici, formativi, politici ed eventi che durino tutto il giorno, evitando la notte, per mantenere buoni rapporti con il vicinato. In questa direzione, dunque, va la creazione di un archivio storico che raccolga documenti, fotografie e testimonianze sul quartiere e su Lucca in generale, la programmazione del cineforum e uno spazio permanente per bambini e ragazzi, coinvolgendo anche le scuole della zona. Infine la ciclofficina, dove riparare, recuperare e dare nuova vita a biciclette dismesse, e la predisposizione di orti sociali e orti didattici.
«Negli ultimi dieci anni, i vari amministratori comunali – conclude il collettivo – non sono riusciti a trovare una soluzione per fermare il degrado delle Madonne Bianche. Vogliamo cercare di recuperare un bene comune e mantenerlo tale: non siamo intenzionati ad attivare un progetto di riqualificazione di uno spazio senza che la progettazione sia affidata ai reali utenti di quello spazio. Tutte le decisioni riguardanti la gestione del parco verranno prese dall'assemblea di gestione popolare delle Madonne Bianche, che si terrà con cadenza settimanale. Chiediamo che il progetto venga accolto in tutte le sue parti e ci prendiamo l'onere di autogestire, in accordo con il Comune, l'area delle Madonne Bianche garantendone apertura quotidiana come parco pubblico. Noi saremo semplicemente rappresentanti formali dell'assemblea di gestione che si formerà. L'assemblea e i volontari si occuperanno della manutenzione ordinaria e della gestione di spazi e progetti senza nessun costo per l'amministrazione, che invece dovrà prendersi carico della manutenzione straordinaria».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google